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Intervista con l’autore di Musica sull’acqua

Incontriamo Enrico Rolli

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Il prossimo 18 settembre è in pubblicazione per Nuova Narrativa Italiana nella collana Millestorie la raccolta di racconti Musica sull’acqua, di Enrico Rolli, e a beneficio dei lettori di NNI e di tutti coloro che ci seguono con tanto affetto abbiamo improvvisato un’intervista con l’autore. Eccola di seguito.

NNI – Allora, Enrico. Hai superato brillantemente le nostre selezioni e stai per pubblicare con NNI una raccolta di racconti davvero importante, di oltre 300 pagine. Che effetto ti fa tutto questo?
ENRICO – Provo soddisfazione e stupore insieme. Quando ho dato un’occhiata per la prima volta alle vostre selezioni, con tutti quei rifiuti a tanti manoscritti, ho pensato che avrei preferito non avere delusioni a mia volta. Poi ho voluto rischiare e provarci. E ora eccomi qua. Stento a crederlo!

NNI – Bene. Presentati a chi ci legge. Chi è Enrico Rolli?
ENRICO – Sono un casino vivente! (scherzo, più o meno) Per lavoro canto nei cori di musica lirica e sinfonica presso diversi teatri e compagnie, qualche volta anche all’estero. Ma sento il bisogno di esprimere quel che ho dentro pure con altri mezzi. Così come sento la necessità di appagamenti interiori, e non disdegno a volte la solitudine. Oltre alla musica, amo la letteratura, la pittura, il cinema e la fotografia. Sono una persona dall’indole contrastante, sia riflessiva che istintiva. Come diceva Whitman, “contengo moltitudini”. Forse è anche per questo che scrivo delle storie. È un modo per esprimermi e per lasciare traccia di me, in ogni caso.

NNI – Di cosa parla in generale Musica sull’acqua? E da dove nasce questo titolo così poetico?
ENRICO – L’acqua per me è simbolo di vita, così come la musica del resto, e scorre con tutto il suo contenuto di gioia, tristezza, meraviglia, mistero e dramma… È di questo che parlo nei miei racconti: della contrapposizione tra la bellezza di certi istanti e gli scherzi del destino. Parlo della vita, e di tutto quello che c’è dentro. Ma anche della vita oltre la vita.

NNI – Entriamo nel merito dei singoli racconti, perché la raccolta propone diversi temi e tocca diverse corde. La luce e L’ultimo concerto sono davvero inquietanti, ai confini del paranormale, con personaggi femminili da brivido; in Vecchi amici, una cassetta ritrovata dei Beatles è il pretesto per una rimpatriata virile; in Riflessi e in Da Fausto è la vita stessa che si fa spettacolo per chi la sa cogliere e gustare; L’autobus ed Erba alta parlano delle nostre reazioni davanti alla violenza e al degrado di ogni giorno; infine, Musica sull’acqua, il più lungo e forse il più bello dei racconti, che dà anche il titolo alla raccolta, descrive il meraviglioso rapporto tra un allievo e il suo istrionico e geniale maestro di composizione. Come ti vengono le idee per i tuoi racconti, Enrico? Che cosa scatena la tua verve di narratore?
ENRICO – Uno degli aspetti più belli dello scrivere è quel barlume di idea che spunta in modo spesso casuale e che fa poi scattare la molla per mettersi lì a svilupparla. A me personalmente le idee per i racconti vengono nei modi e nei momenti più impensabili. Per La luce e L’ultimo concerto, la molla è stata un’intera città, Venezia. Per Da Fausto e Musica sull’acqua, il racconto è nato da due frasi che una mattina appena sveglio mi sono ritrovato nella testa. Per Erba alta, invece, da una villa e un mucchio di sterpi abbandonato che vedevo facendo footing nei dintorni di casa. Sono certe frasi, immagini, frammenti di vita e piccole azioni che mi suscitano le idee più valide. Ma molte altre idee finiscono nel cestino dei rifiuti.

NNI – C’è un racconto della raccolta al quale sei più affezionato, Enrico, e perché?
ENRICO – Ogni racconto rappresenta per me qualcosa di unico, partorito dalla testa, dal cuore e perfino dai nervi. Quindi posso dire di essere affezionato a tutti, anche se poi il tempo seleziona, in qualche modo. Detto questo, ho sudato non poco per la stesura di Musica sull’acqua, e ci sono affezionato anche per motivi e storie personali. L’ultimo concerto mi è caro per l’immagine di questa donna ideale che si manifesta al protagonista, e per l’atmosfera notturna e lagunare che credo di essere riuscito a rendere al meglio. Erba alta c’è l’ho nel cuore, anche se rileggendolo mi suscita sempre molto disagio, e non dico di più. Ecco, ritengo questi tre racconti superiori agli altri, ma lascio ai lettori il giudizio finale.

NNI – Joyce, Carver, McCarthy, Lee Masters: i mostri sacri ai quali sei stato paragonato dai nostri selezionatori fanno tremare le vene ai polsi! Il tuo stile, Enrico, è davvero particolare, e conquista il lettore senza fretta, un po’ alla volta, in modo analitico più che sintetico, con un tono confidenziale e pacato, enigmatico e intrigante. Ti riconosci in questa descrizione? E che peso hanno avuto nella tua formazione letteraria i maestri di cui sopra? C’è qualche autore, anche non strettamente letterario, a cui sei particolarmente legato?
ENRICO – Quando ho letto per la prima volta questi paragoni ho avuto un colpo al cuore. Primo, perché non credevo ai miei occhi; mi sembrava troppo per me. Secondo, perché gli autori che avete citato sono tra i miei preferiti. Terzo, perché mi sono subito imposto di non montarmi la testa. Nella vostra descrizione in effetti mi riconosco, anche se prima non avrei mai pensato alla mia scrittura in questi termini. In ogni caso, l’idea di avere uno stile particolare, nel mio piccolo, mi suscita molta soddisfazione. Agli autori già citati aggiungo tra le mie preferenze anche Arthur Schnitzler e Stanley Kubrick. Le novelle e il teatro di Schnitzler mi hanno letteralmente stregato. E su Kubrick, che dire? Per me Kubrick è Il Cinema!

NNI – Enrico, leggendoti si ha l’impressione che tu sia molto legato alla città di Venezia, ma anche alla figura e all’opera di Giuseppe Verdi. È così? E perché? E quali altri compositori del passato e moderni prediligi?
ENRICO – A Venezia sono legato anche per ragioni professionali, ma per me Venezia è soprattutto mistero e fascino. Penso alle maschere, ai rii, ai campielli, soprattutto all’imbrunire. Per non parlare di Venezia in inverno, con la nebbia e il resto! Quanto a Verdi, io sono nato a Parma e vivo in provincia di Parma, ed è difficile uscire da un conservatorio e vivere nella stessa terra di Verdi senza essere legati a lui e alla sua opera. Ma non amo solo Verdi. Nel tempo mi sono tenuto stretto anche Beethoven, Bach, Purcell, Händel, Schubert, Chopin, Mozart, Mahler e Richard Strauss. Tra gli autori moderni e di altro genere amo Peter Gabriel, un musicista straordinario e completo che in diverse occasioni ha scritto cose notevoli.

NNI – Siamo ormai alla fine dell’intervista, e come al solito facciamo un po’ di promozione. Perché un lettore dovrebbe leggere Musica sull’acqua, Enrico? Perché è un libro da non perdere?
ENRICO – Be’, perché penso che ne valga la pena! Magari questi otto racconti non danno tutto subito; forse occorre lasciarsi trasportare un po’ dalla corrente. Ma alla fine credo che un lettore possa sentirsi appagato. Perché sono otto viaggi intensi ed emozionanti nella vita, nel mistero oltre la vita, e nell’animo delle persone.

NNI – Ottimo! E ora l’ultima e inevitabile domanda. A quando il prossimo libro di Enrico Rolli?
ENRICO – E chi lo sa? Sento la necessità di una pausa, ma ho altro materiale nel cassetto e nella testa. Vedremo. Sicuramente non smetterò di scrivere!

Musica sull’acqua sarà acquistabile a partire dal prossimo 18 settembre 2016 esclusivamente sul sito di NNI, tramite download diretto per entrambi i formati ePub e PDF, nella sezione Libreria del sito.

 

 

NNI
Nuova Narrativa Italiana (NNI) è una casa editrice indipendente, con sede a Milano, che pubblica esclusivamente romanzi e racconti di qualità di autori italiani in formato elettronico (ebook).

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