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Intervista con l’autore di Ritorno a Bromelia

Incontriamo
Francesco Angelo Demontis

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Il prossimo 24 giugno è in pubblicazione per Nuova Narrativa Italiana nella collana Millestorie l’opera Ritorno a Bromelia, di Francesco Angelo Demontis, e come nostra consuetudine abbiamo intervistato l’autore. Vediamo cosa ci ha detto.

NNI – Francesco, buongiorno. Hai superato brillantemente le nostre selezioni, sei il primo autore sardo di NNI e stai per pubblicare una raccolta di racconti davvero formidabile. Che effetto ti fa tutto questo?
FRANCESCO – Mi provoca una ventata di ottimismo e mi conferma che bisogna sempre ascoltare e assecondare le proprie aspirazioni segrete. Quando ho scritto il primo racconto non pensavo certo che sarebbe stato apprezzato da NNI. Il resto è venuto da sé.

NNI – Presentati a chi ci legge. Chi è Francesco Angelo Demontis, e perché ha scritto Ritorno a Bromelia?
FRANCESCO – Sono una persona con una solida formazione umanistica e la passione per la letteratura e la pittura. Ora vivo qui in Sardegna, ma a undici anni sono stato sradicato dalla mia terra, ho continuato gli studi e la mia formazione in Umbria, Piemonte e Lombardia: una vera ricchezza. Il paese natio però, anche senza attacchi visibili di nostalgia, mi è rimasto dentro. Ho scritto Ritorno a Bromelia per ritrovare i paesaggi, le persone, gli affetti: per ritrovare me stesso.

NNI – Di cosa parla Ritorno a Bromelia, Francesco? Che cosa racconta?
FRANCESCORitorno a Bromelia è un’immersione nel paradiso perduto della mia infanzia, della Sardegna del secolo scorso, per riappropriarmi del mio vissuto con più consapevolezza, per incontrare la mia gente e ascoltare i suoi drammi. Tutto è cominciato con una “mancanza” (come nelle fiabe): per un problema personale non ho potuto partecipare al pranzo dei cinquant’anni con i compagni delle elementari.

NNI – Quindi Ritorno a Bromelia racconta del cuore pulsante della Sardegna del Novecento. Non la Sardegna turistica e inflazionata della Costa Smeralda; ma quella rude, malinconica e romantica dei paesi di collina dell’entroterra. Racconta della vita e degli amori di contadini, allevatori, cacciatori e reduci di guerra; delle tradizioni e delle feste di paese; di riti, superstizioni e leggende. Quanto c’è ancora di tutto questo nella Sardegna di oggi, Francesco? Come è cambiata rispetto alla Sardegna dei tuoi racconti?
FRANCESCO – Nei paesi dell’interno dell’isola (nelle città della costa in maniera minore) sussistono ancora tradizioni, feste, modi di dire, abitudini che sono ancorate al passato e che convivono con la modernità. La Sardegna arcaica e profonda esiste ancora intatta; è solo meno visibile: occorre cercarla.

NNI – Entriamo nel merito dei singoli racconti. I due più lunghi, La Via della Paglia e Dies illa, oltre cento pagine ciascuno, sono davvero dei capolavori, e raccontano storie in apparenza diverse. Il primo narra dell’usanza singolare delle “appagliate”, percorsi di paglia stesi nottetempo nei paesi, tra una casa e l’altra, per comunicare messaggi, spesso d’amore; il secondo del viaggio di un uomo maturo nei luoghi della sua infanzia, costellato di incontri particolari. Ma la sensazione che si ha leggendo entrambi, e in generale tutta la raccolta, è di calarsi in una sorta di dimensione parallela, in un microcosmo di varia umanità che per certi aspetti, seppure in prosa, ricorda l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Tu cosa puoi dirci in proposito, Francesco?
FRANCESCO – Sì, è vero: i due racconti lunghi ci portano dentro un microcosmo fuori dal tempo, eppure descrivono un’umanità variegata e dolente, presente sotto ogni cielo, non dissimile da quella raccontata da Lee Masters, anche se il paragone mi imbarazza, per quanto è importante. Bromelia come Spoon River? Interessante!

NNI – Alcuni racconti di Ritorno a BromeliaLa roccia e il vento, Notturno e Il sogno di una fontana, in particolare – colpiscono per la descrizione della natura, selvaggia e romantica al tempo stesso. Leggendoti si avverte un tuo legame profondo con il paesaggio della Sardegna, e al tempo stesso una sorta di “epica” della natura. È solo una nostra impressione o è proprio così, Francesco? Ce ne vuoi parlare?
FRANCESCO – Mi lusinga che abbiate riscontrato questa epica della natura nei miei racconti. Sì, è la conseguenza della mia appartenenza totale a quel mondo restituita attraverso la scrittura, il dialogo che da bambino intavolavo con le rocce, con le sorgenti: la mia infanzia si è svolta in simbiosi con loro.

NNI – I due temi principali di Ritorno a Bromelia sono la difesa delle tradizioni, della propria identità sociale e culturale, da una parte; e la compassione, la vicinanza e la solidarietà verso i più umili, dall’altra. Nella tua opera questi due temi si sposano mirabilmente, ma viviamo in un mondo in cui invece, negli ultimi anni, si tende a chiudersi a riccio, e gli umili – pensiamo in particolare ai migranti – sono visti e trattati con crescente diffidenza e distanza. Tu cosa puoi dirci? Qual è la tua opinione in proposito, Francesco?
FRANCESCO – Credo che non ci si distacchi mai dalla propria identità culturale e sociale: è un nostro bagaglio inalienabile. Ma bisogna, sempre nel rispetto reciproco, attuare uno scambio che arricchisce e fa superare le barriere. Quanto agli umili è vero: è un tema ricorrente della mia narrativa. Me li sono sentiti sempre particolarmente vicini.

NNI – Un ultimo aspetto che colpisce di Ritorno a Bromelia è la stupefacente coerenza narrativa. Più che una raccolta di racconti sembra di leggere un romanzo, di assistere alla creazione di un quadro, pennellata dopo pennellata. Abbiamo letto nella tua biografia della tua frequentazione in gioventù di artisti molto noti del Novecento italiano, come Annigoni, Fiume e Fontana. In che modo la passione della pittura si lega in te a quella della scrittura, Francesco? Ci sono delle corrispondenze?
FRANCESCO – Scrittura e pittura sono due momenti creativi che utilizzano mezzi espressivi differenti: da un mucchio di parole in libertà si può ottenere un racconto; le pennellate disposte in un certo modo creano un quadro. Ma la cellula generatrice di un racconto e di un dipinto può essere unica: ognuno dei due mezzi ne coglie aspetti diversi. Dagli artisti che ho frequentato ho imparato tantissimo; e non solo come pittore.

NNI – Siamo in chiusura, Francesco, e facciamo come al solito un po’ di promozione. Oltre a quanto abbiamo già detto, perché un lettore dovrebbe leggere Ritorno a Bromelia? Perché è un libro da non perdere?
FRANCESCO – Vorrei solo che il lettore iniziasse a leggerlo: credo che man mano sarà lui stesso a trovare i motivi per continuare. In particolare consiglio di leggere Ritorno a Bromelia a chi è già stato in Sardegna, per scoprire cose che forse non ha visto, o a chi pensa di venirci.

NNI – Magnifico! Ora abbiamo proprio finito. A quando la prossima opera, Francesco? Ci stai già lavorando?
FRANCESCO – Ho in cantiere un’altra raccolta di racconti, per metà ambientati nell’isola, il resto oltremare. E sono continuamente sollecitato anche da altre storie, che premono per essere chiamate all’esistenza, e alle quali, se mi sarà concesso, spero di dare prima o poi visibilità compiuta con le parole o col pennello.

Ritorno a Bromelia sarà acquistabile a partire dal prossimo 24 giugno 2018 esclusivamente sul sito di NNI, tramite download diretto per entrambi i formati ePub e PDF, nella sezione Libreria del sito.

 

NNI
Nuova Narrativa Italiana (NNI) è una casa editrice indipendente, con sede a Milano, che pubblica romanzi e racconti di qualità di autori italiani in formato elettronico (ebook).

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