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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
5
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
4
DIALOGHI
5
PROTAGONISTI
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
11 su 100

Motivazione

Abbiamo letto questa raccolta di 10 racconti, proposta per la nostra collana Acrepapelle, più per curiosità che per altro. L’intera raccolta, infatti, svilupperebbe nei formati di NNI appena 65 pagine, davvero poco per poter essere pubblicata. Ma poiché nella sua biografia l’autore vanta già tutta una serie di pubblicazioni in ambito poetico, ci siamo incuriositi.

Ora, non ce ne voglia l’autore, ma in questi racconti non c’è una sola cosa che vada bene.

Ogni periodo è inutilmente lungo e pretenzioso, talmente complicato da una miriade di frasi, separate solo da virgole, che lo stesso autore spesso ci si perde, incappando in contraddizioni, ripetizioni ed errori di sintassi, nonostante la banalità delle situazioni e delle considerazioni che espone.

Il punto di vista di tutti i racconti è sempre ossessivamente unico, di una sola voce narrante e onnisciente che annoia il lettore come se raccontasse un assunto o un teorema, e i personaggi non vengono mai fatti vivere in battuta diretta durante le storie, al punto che non c’è un solo dialogo in tutta la raccolta.

Ma la cosa più deprimente, quella che davvero fa cadere le braccia, è la pochezza e assurdità dei contenuti, ai confini tra l’aneddoto da bar e la barzelletta da avanspettacolo.

Quanto a ridere, più che altro si sorride. Ma solo per il contrasto tra lo stile di un autore che si prende troppo sul serio, e l’ingenuità, fanciullesca e imbarazzante, delle cose che racconta, e di cui non sembra rendersi conto.

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