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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
5
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
4
DIALOGHI
5
PROTAGONISTI
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
11 su 100

Motivazione

Avevamo già letto qualcosa in passato di questo autore, che pur non essendo pubblicabile aveva un qualche senso (scheda di lettura n° 69).

Il manoscritto in questione, al contrario, è un raro esercizio di fuffa, cioè di aria fritta spacciata per letteratura, che se esistessero premi per il genere avrebbe ottime possibilità di concorrere.

Si tratta di uno sfinente monologo autoreferenziale e a ruota libera sulla vita, la musica e la filosofia, dove la storia (le telefonate notturne di un compositore al proprio medico) è un mero pretesto, e l’autore se ne frega del lettore al punto da non dare alcun respiro alla pagina, che non conosce paragrafi.

Angoscianti (e purtroppo volontarie) le ossessive ripetizioni degli stessi concetti anche nella stessa frase (a beneficio dell’autore: i teatri e gli alberghi; i fumi tossici; la finta natura artistica; la bieca e immorale usura; gli affari di mia madre; l’indecenza della città; il colpevole piacere dell’onanismo; i rantoli della terra; la cattiveria e la sopraffazione dei conservatori; il fallimento della propria famiglia; il sapore amaro e disgustoso delle pillole; il padre morto per debiti; il puerperio; ecc.), fino ad arrivare alle ultime due pagine dove l’autore fa della ripetizione parossistica dello stesso concetto (il nome di Nora pronunciato dal compositore al dottore) un capolavoro al contrario, al punto da far pensare di essere incappati in una presa in giro.

E preferiamo pensare che sia davvero così.

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