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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
6
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
6
4
DIALOGHI
6
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
5
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
35 su 100

Motivazione

Premesso che la denuncia della violenza in famiglia e nella società è uno dei temi cari a Nuova Narrativa Italiana, un conto è denunciare la violenza, ben altro è compiacersi nel descriverla.

È purtroppo il caso di questo manoscritto, che non si fa mancare nulla quanto a stupri e a perversioni, travestiti da psicodramma familiare.

E così ci tocca leggere della caduta a precipizio e senza fondo di un ragazzo di 16 anni, dall’autolesionismo al suicidio, seviziato e umiliato in ogni modo dal partner omosessuale di suo padre, che si rivela essere sadico e violento. Il tutto nella completa latitanza di figure femminili, che si tengono a distanza dalla vicenda con diverse scuse, salvo poi parteciparvi a cose fatte.

La scrittura dell’autrice, complice una stesura a diario e in prima persona, corre come La locomotiva di Guccini, senza mai una pausa o un ripensamento, senza concedere alcuna tregua al lettore, bruciando ogni buon senso, pudore, logica e verosimiglianza sull’altare della rovina. Finché, a forza di correre, va a sbattere su un finale trascendente e inverosimile, da soap opera strappalacrime.

Un consiglio disinteressato all’autrice, vista anche la sua giovane età. Certe storie pruriginose sono molto di moda, e vendono anche bene. Ma la vita e la letteratura valgono di più delle abiezioni degli uomini.

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