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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
9
4
DIALOGHI
8
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
5
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
43 su 100

Motivazione

Il tema è davvero tragico: il terremoto dell’aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila. E l’intento che traspare dalla sinossi è lodevole: una “fotografia” di alcune famiglie di terremotati, per ricordare e per riflettere. Ma purtroppo è tutto qui.

Si tratta infatti di una raccolta di resoconti, più che di racconti, che per quanto inventati sono talmente simili alla cronaca già vista e risaputa su L’Aquila da sembrare mere fotocopie della realtà.

Tecnicamente l’autrice scrive bene, in modo diretto e conciso, senza indulgere in facili retoriche o in eccessi di pathos. E i contenuti ci sono tutti, e in abbondanza. Ma il problema è l’approccio alla materia, che manca di originalità e di una storia davvero forte, e si traduce alla fine nel complesso in una carrellata di volti e situazioni molto simili, raccontati tutti in prima persona, che rispondono a un’unica, identica domanda sottintesa : “Tu che cosa hai perso a L’Aquila?”.

A questo si aggiunge l’esiguità del materiale, stimato nel complesso in appena quaranta pagine nei formati di NNI, che non dà neppure il tempo al lettore d’immedesimarsi nella gravità della tragedia o in una singola vicenda umana, perché il testo scorre via rapidamente e si legge in mezz’ora.

Più in generale, un’opera di narrativa su temi dell’attualità deve esemplificare e interpretare la realtà in modo personale, attraverso un particolare punto di vista e una o più storie originali; non dev’essere uguale alla realtà. Altrimenti non è narrativa: è pura cronaca o testimonianza.

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