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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
6
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
6
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
5
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
43 su 100

Motivazione

Si tratta di 7 racconti riuniti dall’autore in una stessa raccolta. Nel seguito gli acronimi in maiuscolo identificano i titoli dei singoli racconti.

A parte la sua sgangherata disomogeneità (che l’autore, probabilmente consapevole della cosa, tenta di spacciare in sinossi come rappresentazione dell’universo femminile in varie situazioni, epoche e culture), il problema principale di questa raccolta di racconti è che fa sbadigliare.

Diceva Alfred Hitchcock che il cinema è la vita senza le parti noiose, ma vale anche per i romanzi e per i racconti. L’autore di questa raccolta ignora questa regola di base, e nella maggior parte delle storie (LLV, IBM, LJ, ITU, GG, M) si perde nella biografia “minuto-per-minuto” delle sue protagoniste, senza compiere alcuna selezione tra fatti davvero importanti e banalità, annoiando il lettore con uno stile meramente descrittivo e cronachistico, senza spunti di originalità. Ma non è così che si scrive per pubblicare, e soprattutto per interessare ed emozionare un lettore.

UGCD è l’unico racconto degno di nota della raccolta, e dà l’idea delle potenzialità dell’autore se si liberasse anche negli altri lavori di un certo retaggio culturale e retorico di stampo buonista e cattolico-socialista. Ma tutti gli altri racconti presentano diverse debolezze.

LLV, il racconto che apre la raccolta, è di un’ingenuità disarmante, sia nelle situazioni (il poliziotto che vuole adottare l’orfana della prostituta senza manco conoscerla), che nei dialoghi (scontati e dozzinali), che nel finale. E la ricostruzione del passato in Africa della vittima risulta lunga, scontata e didascalica.

IBM ha qualche tratto di originalità, ma non scampa al retaggio culturale e alla retorica di cui sopra, specie nella ricostruzione della storia dell’aiuto-macchinista, che sposa in toto La locomotiva di Guccini.

LJ è l’ennesimo racconto sulle malefatte dell’Inquisizione, questa volta ai danni di una nobildonna accusata di stregoneria. Qui più che sbadigliare ci si addormenta del tutto sulle lettere estenuanti del frate al cardinale.

ITU è il secondo racconto meglio riuscito della raccolta, dopo UGDC, ma anche qui l’autore non ce la fa a non raccontarci nel dettaglio le vite pregresse di Antonio, di Willy e soprattutto di Mara, finendo con l’annacquare la storia con particolari secondari e futili rispetto al suo significato.

GG rappresenta l’apoteosi di tale tendenza dell’autore, che si diverte a raccontarci la storia della resistenza e della liberazione di Milano, romanzando la vita di alcune protagoniste reali dell’epoca di entrambe le parti, partigiana e fascista, biografia per biografia. A che pro è tutto da capire. Meglio, se proprio, per il lettore, un buon saggio storico.

E infine, in M, tra invenzioni e citazioni dai Vangeli, l’autore ci racconta nientemeno che l’intera vita di Maria di Magdala, e in particolare del suo rapporto con Gesù Cristo. Roba trita e ritrita, già sentita migliaia di volte.

In conclusione, che possiamo dire all’autore?
Se la sua intenzione è davvero di scrivere per pubblicare, e non un semplice diletto personale, dia un’occhiata al nostro breve saggio gratuito sulla scrittura (Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo) che trova qui, sul nostro sito Internet. Vi troverà suggerimenti, strumenti, accorgimenti e trucchi che è assolutamente indispensabile conoscere per saper scrivere, emozionando e interessando un lettore.

 

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