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l manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
6
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
6
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
5
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
49 su 100

MOTIVAZIONE

Dopo le prime pagine che sembrano promettere qualcosa d’interessante, se non altro per l’ambientazione in Sicilia e il piglio deciso dell’autrice, questo manoscritto si avvita su se stesso, raccontando la storia già vista e logora di una procace studentessa, vergine e timida più a parole che nei fatti, sedotta dal proprio conturbante e maturo professore universitario.

Comincia così una lunga picchiata narrativa, costellata di amplessi dozzinali tra i due nei posti più disparati, tutti più o meno simili, frettolosi e scontati, che di romantico hanno ben poco, dominati come sono dalla sola pulsione fisica. Finché, dopo una parentesi in solitaria alle Egadi, e una serie di frasi senza senso del professore (“Lei è tornata. Perdonami”; “Ti vorrei così tanto”; “Hai scopato bene a Favignana?”; eccetera) la studentessa si scopre innamorata di lui, e, tanto per coerenza, si fa “sbattere” (sic) più volte dal primo coetaneo belloccio con la stessa facilità e partecipazione emotiva con cui si beve un sorbetto. Ma si può?

Condiscono il piatto un punto di vista e una voce narrante ossessivamente relegati al solipsismo e alle turbe esistenziali minuto per minuto della studentessa, che cancellano alla lunga nel lettore ogni simpatia per la protagonista.

Peccato, perché, nonostante alcune smagliature più o meno consapevoli nei tempi verbali, l’autrice saprebbe scrivere bene, ma sembra preoccuparsi più di mantenere un tono sostenuto e di esibire a tratti il proprio inglese, perdendosi in frasi e citazioni gratuite, più che di mandare avanti la storia con coerenza.

Ci siamo fermati nella lettura a pagina 90 (fine capitolo 11), a meno della metà del testo, non potendone più, ma un lettore un minimo scafato si sarebbe fermato anche prima.

 

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