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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
5, I
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
4
DIALOGHI
5
PROTAGONISTI
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
5 su 100

MOTIVAZIONE

Che possiamo dire all’autrice di questo manoscritto, che giustamente si chiede, dopo 40 anni di scrittura per sé, come si legge in biografia, se ciò che scrive vale qualcosa anche per gli altri?

Il problema della sua scrittura sta proprio in questo: che scrivere per gli altri, per raccontare agli altri, è totalmente diverso da scrivere per se stessi.

Perché non basta un personaggio (in questo caso una donna triste fin da bambina) e un teorema (Madre Natura è buona e gli uomini sono quasi tutti cattivi) per fare un romanzo interessante per un lettore. Bisogna anche strutturare una storia e un intreccio coerenti e credibili, con personaggi che interagiscano e dialoghino, con un prologo, un epilogo e un crescendo di fatti e di emozioni in linea con la promessa più o meno esplicita fatta al lettore nel prologo. E bisogna avere la pazienza di lasciare che siano i personaggi, le situazioni e i fatti della storia a darle un po’ alla volta il senso, se un senso deve avere; non anticiparlo ed esplicitarlo di continuo con giudizi e asserzioni lapidarie attraverso la voce narrante.

Le prime trenta pagine del manoscritto in valutazione (ma un comune lettore avrebbe abbandonato il testo molto prima di noi) sono invece una summa di questi errori, dove ci si trova a leggere una storia destrutturata e priva di dialoghi, con personaggi secondari che appaiono e scompaiono come meteore dalle pagine, con salti temporali di decenni tra la protagonista bambina e la stessa ormai donna impegnata in riunioni comunali, dove le uniche costanti sono una natura descritta in termini idilliaci e stucchevoli, il pessimismo e la tristezza devastanti della protagonista, e una ridda di pesanti giudizi e asserzioni a ruota libera sugli stessi personaggi del romanzo appena presentati (per esempio a pag. 3 e a pag. 6), e sugli esseri umani in generale (per esempio a pag. 2 e a pag. 12-13).

In conclusione – ma senza alcuna pretesa di farle la morale o di essere migliori di altri – consigliamo all’autrice di leggere il nostro saggio gratuito Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo, scaricabile da questo sito previa semplice registrazione, dove troverà riassunti i principali accorgimenti che è necessario conoscere per scrivere per gli altri.

Fermo restando che il primo e più importante presupposto per scrivere un buon romanzo, nonostante la realtà e l’esperienza che ogni giorno ci mettono a dura prova, è la fiducia in noi stessi, nel mondo e nel nostro prossimo.

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