Logo per esteso di Nuova Narrativa Italiana

63_M_54_FAD_OVFCOM_160616_R

Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
6
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
6
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
7
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
63 su 100

Motivazione

Ancora un libro su Ettore Majorana? Ebbene sì! L’ex ragazzo di Via Panisperna, misteriosamente scomparso nel 1938, continua a suscitare l’interesse degli autori, e vista la mole di pubblicazioni che già lo riguardano uno si aspetterebbe di leggere qualcosa di finalmente particolare in merito. Ma non è il caso di questo manoscritto.

L’autore, che per altro scrivere bene e in modo anche documentato, fa banalmente propria una delle ipotesi sulla scomparsa dello scienziato che più vanno per la maggiore, del Majorana rifugiatosi in convento, e vi costruisce sopra una sorta di spy story casereccia, con lo scienziato cercato e conteso tra i servizi segreti tedeschi e italiani. Non utilizza la vicenda di Majorana come pretesto o spunto per raccontare una storia di più ampio respiro, e già questo costituisce un limite del manoscritto.

In più, nel corso della narrazione, l’autore incorre in tutta una serie d’ingenuità che rendono il testo, secondo i casi, banale, fanciullesco, inverosimile o ridicolo. Elenchiamo le principali a beneficio dell’autore:

– I frati che ospitano Majorana non sanno chi sia, mentre lo sa subito il lettore e lo immaginano i servizi segreti sia tedeschi che italiani;

– Del caso si occupa il podestà del luogo, che senza demandare l’incarico ad alcuno ci mette direttamente (e inverosimilmente) la faccia con tutta una serie di episodi che hanno del grottesco, come la “trappola” (sic!) tirata a Majorana attraverso ripetizioni di matematica del figlio presso i frati e il risultante foglio di quaderno abbandonato sul pavimento di un sito archeologico;

– E Majorana? Siccome si sta nascondendo ed è una delle menti più brillanti della sua epoca, cade come un allocco nella trappola del podestà, mettendo per iscritto non solo quanto richiesto, ma anche tutta una serie di formule incomprensibili (a lui che è Majorana!), che non riesce a tenersi dentro, e che forse (sic!) hanno a che fare con la sua pregressa attività di scienziato;

– E i tedeschi? Ah, quelli, poi! Non sanno confermare la grafia di Majorana; si camuffano da arrotino (sic!) e da venditore ambulante per spiare il podestà e sua moglie; inventano (per non dare nell’occhio, dando nell’occhio ancora di più!) un’intera operazione di copertura, di fortificazioni d’artiglieria, per avere la scusa di entrare a curiosare nel convento; una volta nel convento, parlano tra loro facendosi capire a distanza dallo stesso Majorana nascosto nella propria stanza; cincischiano per mesi fino a dopo l’Armistizio, e quando si decidono ad agire combinano solo guai.

In conclusione, una vera pantomima, dove non mancano neppure falsi messaggini, inviati al podestà dai tedeschi in luogo dei suoi amici. Ma si può?

Torna all’elenco in valutazione.