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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
6
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
63 su 100

Motivazione

La parte migliore di questo manoscritto è la sinossi, che rimanda alla storia più tragica della Cambogia, e racconta di un medico e di un’ostetrica coinvolti loro malgrado in un regolamento di conti tra organizzazioni politiche rivali. Poi comincia il testo vero e proprio, e cominciano i problemi.

L’autore, che saprebbe anche scrivere bene, con uno stile appropriato per il genere, si lascia prendere troppo la mano dalle descrizioni scientifiche e di ambientazione, al punto da risultare a tratti noioso, didascalico e pedante, e nel contempo confeziona frettolosamente una storia ingenua e priva di mordente, per la sua approssimazione e scontatezza, col medico (che quasi non ci viene presentato) da subito invaghito dell’ostetrica, e una misteriosa, spietatissima e fumettistica killer, che imperversa per tutta la Cambogia in cerca di vendetta.

Alla storia d’amore tra il medico (pauroso di tutto) e l’ostetrica (che sa sempre tutto), condita di dialoghi fanciulleschi e stucchevoli da telefilm americano, l’autore alterna la narrazione di una serie di episodi tra il medicale, il morboso, il macabro e il grottesco involontario, descritti in un modo così esplicito da sfiorare il compiacimento: un parto difficile con manipolazioni uterine e sofferenze fetali; il soffocamento di prigionieri per divertimento e scommessa; battute di caccia marine con prede umane; cervelli spappolati da proiettili blindati; enucleazioni di occhi e di cuori dalle orbite e dai petti di vittime vive.

Diciamo chiaramente all’autore di questo manoscritto che raccontare una storia in cui gli aguzzini di un regime vengono ripagati con la stessa moneta già di suo non è il massimo. Ma lo è ancor meno se si mischiano di continuo il thriller, la farsa, il dramma, lo splatter e la love story, perché un romanzo – soprattutto se ispirato alla realtà – deve essere credibile. E per esserlo, non basta l’accuratezza, per quanto ammirevole, delle ricostruzioni storiche, scientifiche e d’ambiente.

Solo alla fine l’autore sembra rendersi conto di tutta l’assurdità della cosa, mettendo in bocca all’ostetrica saccente un paio di giustificazioni improbabili per salvare la storia (la killer è sua sorella, e l’attacco all’ospedale non è avvenuto per caso).

Ma è troppo poco e troppo tardi per rispondere alla domanda che per tutto il testo martella nella mente del lettore, e per la quale la chiavetta coi dossier non basta: “Ma questi due, se tanto si piacevano, perché diavolo si sono infilati in questo casino?”.

 

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