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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
6
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
7
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
63 su 100

Motivazione

Diciamo apertamente all’autrice di questo manoscritto che scrivere per pubblicare è scrivere per gli altri, per raccontare agli altri. Certo, si può scrivere per sé, anche come sfogo terapeutico, ma così facendo difficilmente si otterrà un romanzo interessante e godibile per un lettore.

È il caso di questo manoscritto, dove, fin dalla sinossi e dalla biografia dell’autrice, l’intento è chiaro: vi racconterò per filo e per segno tutti i guai che ho dovuto affrontare nella mia vita, dettaglio per dettaglio, magari romanzandoli, ma questo sarà.

Ma la cronaca minuto per minuto di una donna alla ricerca di se stessa non è un romanzo: è piuttosto un diario intimo. Non è un’opera di narrativa, ancor più se è scritta ignorando, come in questo caso, le accortezze e gli artifici che fanno di una storia un romanzo.

In questo manoscritto l’intera storia è raccontata ossessivamente dal solo punto di vista in prima persona della protagonista, una donna che sacrifica passioni e carriera per il suo uomo, per poi ritrovarselo di colpo un mattino colpito da un ictus. Ma il punto di vista del compagno, il suo pensiero e i suoi sentimenti, soprattutto durante la lunga malattia e riabilitazione, non c’è, perché l’autrice non gli dà voce.

La scrittura è corretta ma spenta, puramente descrittiva e didascalica, senza alcuno slancio o inventiva: è una cronaca piatta di eventi, che non suscita alcun pathos, alcuna empatia nel lettore.

Le prime 52 pagine, che raccontano di intere generazioni di fine Ottocento e del primo Novecento potrebbero anche essere interessanti, ma l’autrice le fa riassumere velocemente dalla sola voce narrante, perché è altro ciò che le preme davvero: il racconto dettagliato delle peripezie della protagonista dopo l’ictus del compagno, che occupa le successive 140 pagine.

In conclusione, se l’autrice di questo manoscritto ha davvero l’ambizione di scrivere, senza alcuna pretesa di essere migliori di altri le consigliamo la consultazione del nostro saggio “Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo”, che può leggere e scaricare gratuitamente dal sito di NNI.

Perché un romanzo è prima di tutto fantasia, immaginazione, emozione. È la capacità di coinvolgere e sorprendere il lettore, di trasportarlo in un’altra dimensione. Non è lo sfogo di una propria frustrazione. Saper attingere dal nostro vissuto è importante; ma è ancora più importante sapersi distaccare in modo critico.

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