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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
64 su 100

MOTIVAZIONE

Abbiamo letto questa raccolta di 13 racconti più che altro per curiosità, perché nei formati di NNI consisterebbe appena di una cinquantina di pagine, troppo poche per un’eventuale pubblicazione.

Si tratta in realtà di abbozzi, più che di racconti veri e propri, di istantanee di vita, dove l’autore, che ha uno stile interessante, originale e disincantato, si accontenta però di accennare alle situazioni senza svilupparle più di tanto, di qualche intuizione e battuta, e di alcuni finali “a sorpresa”.

Ma perché una storia risulti coinvolgente agli occhi di un lettore bisogna avere la pazienza di raccontarla al meglio, di darle lo spazio e il respiro che merita. Nuova Narrativa Italiana – non ne facciamo mistero – già di suo non ama le storie minime, ma qui l’autore trascura perfino i suoi stessi personaggi.

In fotografia, un’istantanea è interessante perché ci mostra un particolare attimo di vita di un certo soggetto. Nonostante l’attimo sia particolare, il soggetto è comunque riconoscibile, e l’istantanea vi aggiunge ulteriore conoscenza e carattere.

Ma in questi racconti, l’autore riduce i suoi protagonisti a dei meri esecutori istantanei di pensieri, azioni e dialoghi, catapultandoli dentro la storia senza preoccuparsi troppo di descriverli, senza dare loro un volto, un passato e un nome, come se questo non contasse affatto, come se l’intera umanità fosse ridotta a due modelli scontati e tutti uguali: uomini da una parte; donne dall’altra. Ma ciascuno di noi prima di tutto è, ed è diverso dagli altri; e solo in quanto è, di conseguenza agisce.

Il risultato di questo spoglio d’identità operato dall’autore sui personaggi è una raccolta di racconti che nonostante alcune idee originali e a volte anche profonde lascia poco o nulla al lettore, e complice anche l’invadenza e la secchezza di alcuni dialoghi comunica meccanicità e desolazione.

Le storie finiscono prima che il lettore abbia il tempo di afferrarne al meglio il contesto, di capire chi sono i protagonisti e le motivazioni per le quali agiscono, di mettersi nei loro panni o di appassionarsi a loro in altro modo. E spesso finiscono all’improvviso, per il gusto dell’autore di stupire con un gesto, un concetto o un’allusione, lasciando al lettore l’amaro in bocca, quando invece si aspetterebbe ulteriori sviluppi.

Stucchevole e irritante, infine, il continuo riferimento autoreferenziale alla scrittura. Come se non si potesse scrivere senza raccontare di essere o voler essere scrittori.

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