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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
6
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
7
10
PUBBLICABILITA’
6
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
66 su 100

MOTIVAZIONE

Il problema principale di questo manoscritto è l’impressione che trasmette l’autrice di non sapere bene cosa vuole raccontare.

Vuole raccontare la saga di una famiglia italiana a cavallo delle due Guerre mondiali? La dura vita degli italiani emigrati in America? Il Sud Italia dei primi decenni del Novecento? L’amicizia andata a male tra due giovani, travolti dalle guerre? Il triangolo amoroso tra i due suddetti giovani e una donna costretta a sposare quello che non ama dei due? Il rapporto tra un’anziana scrittrice, ormai prossima alla fine dei suoi giorni, e sua figlia? L’ineluttabilità del destino cinico e baro?… Che cosa?

Non riuscendo a scegliere, nell’esiguo spazio di appena 70 pagine stimate nei formati di Nuova Narrativa Italiana (NNI), l’autrice condensa tutti questi temi senza privilegiarne e svilupparne appieno nessuno, con il risultato di un romanzo debole, privo cioè di una vicenda e di personaggi forti in grado di interessare e coinvolgere il lettore, che si perde in dialoghi e particolari poco significativi, e a volte in descrizioni stereotipate e sommarie, dove il pathos e il climax sono affidati al solo cadere delle bombe.

L’autrice, molto onestamente, ammette nella propria biografia di essersi cimentata per la prima volta in un racconto lungo, dopo alcune esperienze nei racconti brevi. E in effetti questa inesperienza sui romanzi si sente tutta, nonostante che l’autrice sappia scrivere e anche bene.

In un romanzo, infatti, è certamente importante arricchire la storia raccontata di particolari e vicende anche secondarie per renderlo più compiuto e interessante, ovvero, come si dice in gergo, “infittire la trama”, ma le sottotrame non devono minare l’importanza e la visibilità della trama principale e del suo senso, che deve emergere con forza e chiarezza agli occhi del lettore, dal prologo fino all’epilogo, in un crescendo di fatti e di emozioni.

In conclusione, ci permettiamo di suggerire all’autrice quanto segue:
– Di leggere il saggio gratuito di NNI che trova in questo sito (Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo), perché contiene suggerimenti che deve conoscere se vuole anche in futuro cimentarsi nei romanzi;
– Di attenersi almeno all’inizio della sua carriera di autrice alla massima di Orazio: “Se volete scrivere, scegliete un argomento pari alle vostre forze”, privilegiando trame chiare, semplici e dirette, basate su un unico tema, e con pochi ma ben definiti personaggi.

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