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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
6
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
6
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
63 su 100

Motivazione

Cervellotica raccolta di racconti in cui le storie non esistono, ma sono ridotte dall’autore a semplici spunti e pretesti per elucubrare a ruota libera sulla vita e su alcuni specifici temi che gli stanno a cuore (il rapporto tra i sessi, il cinema, l’arte, la vita notturna, il sogno, le conversazioni telefoniche o in chat).

Nonostante la buona cultura e l’ottima capacità di scrittura della frase, personale, analitica e a volte ironica, senza compiacimenti né barocchismi, la pagina di questo autore sprofonda e affoga nella noia, dovuta a una miriade di parole, pensieri, ragionamenti, asserzioni, citazioni e descrizioni inutili, di cui il lettore fatica a cogliere il senso ultimo, ammesso che ci sia, perché l’autore scrive tutto ciò che gli viene in mente, non compie alcuna selezione, e trasmette l’impressione di non sapere dove andare a parare. Quel poco di storia che c’è in ogni singolo racconto viene quasi sempre abortito dopo il primo spunto iniziale, o riassunto dalla voce narrante senza farlo vivere in presa diretta.

In narrativa – lo diciamo chiaramente a tutti gli aspiranti autori – ciò che conta è prima di tutto la storia. Un romanzo o un racconto DEVONO raccontare una storia, con un suo inizio, uno svolgimento e una fine il più possibili coerenti, comprensibili, emozionanti e credibili per il lettore. Poi, ma solo poi, viene tutto il resto, in particolare la capacità di un autore, se è bravo, di dare una valenza universale alla storia, allacciandola alla vita e ai sogni degli uomini.

Emblematica, infine, nel caso di questo autore, l’assenza pressoché totale del punto a capo, che è un sintomo di scarsa attenzione per il lettore. Chi scrive per sé, e non per gli altri, per comunicare agli altri, non si preoccupa di dare “aria alla pagina”, di far respirare il lettore, di essere chiaro identificando al meglio i paragrafi.

In conclusione, se l’autore di questa raccolta vuole davvero scrivere per pubblicare (e secondo noi quanto a capacità di scrittura avrebbe il talento per farlo), lo invitiamo a considerare questi suggerimenti e a leggere il saggio di NNI, Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo, scaricabile gratuitamente da questo sito, dove troverà altri suggerimenti utili allo scopo.

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