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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
8
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
8
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
5
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
68 su 100

MOTIVAZIONE

Il principale problema di questo manoscritto, quello che in generale lo rende non pubblicabile, è che non si tratta né di un’opera di narrativa né di un saggio.

È piuttosto una sorta di ricostruzione, di memoriale sulla triste e abusata vicenda del Mostro di Firenze, dove l’autore aggiunge alla cronaca nera e giudiziaria risaputa – che occupa i tre quarti del testo – alcuni nuovi personaggi ed elementi, non si capisce fino a che punto reali o inventati, che portano un ispettore di polizia imbeccato da un testimone a identificare, attraverso un’inchiesta informale, il supposto vero responsabile dei delitti del Mostro al di là delle note conclusioni giudiziarie.

Se l’autore di questo manoscritto vuole davvero pubblicarlo, deve prima di tutto chiedere a se stesso che cosa desidera ottenere, e agire di conseguenza sul testo.

Se il suo intento è di scrivere un romanzo, allora tutta la parte riguardante la cronaca accertata dei delitti del Mostro va rivista e semplificata al massimo, per dare maggiore spazio alla figura del cuoco testimone e soprattutto dell’ispettore, alla sua famiglia disastrata, alla possibile love story con la bella francese Sophie, e alla sua indagine personale, perché un romanzo è prima di tutto un’opera di fantasia. Appaiono in ogni caso fuori contesto e campate per aria, per nulla pertinenti rispetto alla vicenda centrale del Mostro, la discutibile amicizia dell’ispettore con un noto delinquente e la disquisizione sulla cattedrale di Chartres, che niente ci hanno a che fare.

Se invece l’autore è realmente in possesso di nuovi elementi inerenti alla vicenda del Mostro, e vuole scrivere una sorta di saggio-inchiesta, allora deve togliere dal testo tutte le parti di fantasia, e chiarire al meglio all’editore di saggistica al quale si rivolgerà quali dei personaggi e dei fatti nuovi che riporta sono dedotti o certamente esistiti/accaduti con riscontri probanti.

Noi di NNI, che ci occupiamo di narrativa e non di saggistica, possiamo solo complimentarci con l’autore per lo stile diretto e asciutto, accurato ma non pedante, con cui racconta la cruda vicenda del Mostro senza mai cedere al compiacimento e al voyeurismo nei dettagli più macabri e morbosi. Solo i dialoghi sono a volte troppo lunghi e scontati, specie quando l’ispettore e il cuoco ripetono cose già dette nel testo.

Gli segnaliamo però che il risultato dell’indagine dell’ispettore è deludente per il lettore. Indicare alla fine come il vero Mostro un personaggio già coinvolto e pesantemente condannato nell’ambito dell’inchiesta ufficiale, solo in base ad alcune incongruenze nelle dinamiche degli omicidi e al fatto che dieci anni dopo avrebbe continuato a molestare maldestramente coppiette dentro e fuori il parco di un hotel, appare francamente risibile rispetto all’entità e alla gravità dei fatti attribuiti al Mostro di Firenze.

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