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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
8
4
DIALOGHI
8
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
6
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
6
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
68 su 100

Motivazione

Alfred Hitchcock ha detto che il cinema è la vita senza le parti noiose. Ma vale anche per i romanzi.

L’autrice di questo manoscritto ignora questa semplice regola, e più che un romanzo mette insieme una marmellata di episodi insignificanti, spesso davvero minimi e sospesi tra il serio e il faceto, senza operare alcuna selezione e annoiando il lettore.

Al centro della narrazione R., una matura trentenne, single per via di un recente abbandono, alla deriva tra sentimenti, illusioni, ricordi, incontri, spinelli e libagioni, ossessivamente raccontata sempre e soltanto da un unico punto di vista, tanto da risultare opprimente per il lettore. E opprimente risulta anche il fatto che tutto le scorra sopra o attraverso, come a un sasso o a un vetro, lasciandola uguale a se stessa, per cento e più pagine, dall’inizio alla fine della storia.

Solo in ultimo l’autrice sembra rendersi conto di tutto questo assurdo, e inventa alla fine un improbabile viaggio in Madagascar, dove la protagonista, come da stereotipi patinati, riscopre l’amore per la vita e per la natura.

Ora, poiché l’autrice sa scrivere e anche bene, in modo diretto, ironico, personale e disincantato, per non buttare il bambino con l’acqua sporca ci permettiamo di darle alcuni suggerimenti:

– Un romanzo deve basarsi su una storia originale e forte, e la vita minuto per minuto di una donna alla ricerca di se stessa non è una storia, e non è né originale né forte. È una cronaca già vista;

– Anche se si sa scrivere, non si può scrivere un romanzo con l’ambizione di pubblicarlo senza un minimo di accortezze “del mestiere”. Senza alcuna pretesa di essere migliori di altri, consigliamo in merito all’autrice la consultazione del nostro saggio “Scrivere per pubblicare – Come si scrive un romanzo”, che può leggere e scaricare gratuitamente dal sito di NNI;

– Al di là della storia forte, che non c’è, l’altro limite del manoscritto è il solipsismo della protagonista. Perché non provare a riscrivere il romanzo selezionando solo gli episodi più interessanti, aggiungendone di importanti (magari una scena tra R. e il suo bello; una tra R. e il misterioso uomo col cane, ecc.), e soprattutto introducendo un secondo punto di vista (magari di un’amica a cui la vita va all’opposto che a R.) da alternare a quello di R.?

– Non c’è niente di peggio, in un manoscritto che sa già di suo di autobiografia post-adolescenziale, del leggere che il sogno nel cassetto della protagonista è quello di scrivere, e magari proprio quel manoscritto… Per favore: pietà!

– Ci sono anche i lettori maschi. E non tutti i maschi hanno “un cervello senza dubbio più semplice di quello delle donne” e mirano solo al concreto e all’immediato, come invece sostiene o insinua più volte, ingenuamente e rozzamente, la protagonista di questo manoscritto.

 

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