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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
6
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
8
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
8
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
7
10
PUBBLICABILITA’
6
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
69 su 100

Motivazione

Diario di una vita, delle sue illusioni e delusioni, raccontato per ricordi e immagini in prima persona dalla protagonista, una donna ormai matura e di condizione agiata, all’ombra del grande ciliegio del proprio giardino.

La domanda in tutto questo è “Perché?”.

Perché un’autrice che dispone di una storia particolare e con personaggi interessanti, come quella abbozzata tra le pagine dalla 4 alla 13 e dalla 21 alla 39, la deve disperdere e annacquare nell’artificio del giardino e del ciliegio, dove tutto rallenta e si perde in confusione e retorica, come dalle pagine 67 alla 78 e dalle pagine 85 alla 90 (ma sono solo esempi, purtroppo)? Perché?

Perché un’autrice che saprebbe scrivere bene e in modo anche originale, carica ogni frase di aggettivazione inutile e ridondante, e ogni periodo di continue, ripetute e stucchevoli metafore (la farfalla; le tasche; il fiocco di neve che soffice cade; il pacco regalo con i nastri dorati; il tempo di una sola canzone; il pinocchio di legno; ecc.)? Perché? Che bisogno c’è?

Invece di raccontarci la storia di cui dispone in modo chiaro e lineare, l’autrice dà la sensazione di preferire la forma (sbagliata) al contenuto, e di ascoltarsi, compiacersi e approvarsi mentre scrive, spargendo qua e là quel pathos che avrebbe invece dovuto concentrare nei momenti più importanti della narrazione.

Non possiamo che invitare l’autrice a riscrivere il testo, privilegiando la storia, come ha fatto nelle prime 40 pagine del manoscritto, e sfrondandola di tutti i barocchismi (comprese le continue citazioni, le divagazioni poetiche e le rime baciate) dei quali la sua scrittura non ha affatto bisogno.

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