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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
8
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
8
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
6
8
COERENZA NARRATIVA
8
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
6
10
PUBBLICABILITA’
6
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
70 su 100

Motivazione

Il manoscritto racconta la vicenda di un paese di duemila abitanti nell’Italia dei primi anni Ottanta, che in seguito a una serie di circostanze (incidenti sul lavoro, crisi dell’acciaio, arrivo di alcuni monaci benedettini) converte la propria economia da siderurgica ad agricolo-scientifico-turistica attraverso la realizzazione di un grande orto botanico.

Il protagonista del romanzo è il parroco del paese, un giovane prete idealista, grande teorico della fede cattolica e profondamente imbevuto di cultura filosofica, umanistica e politica, che grazie all’appoggio incondizionato del suo vescovo, del sindaco del paese, dei sindacalisti, dei monaci benedettini e dei proprietari della locale acciaieria in dismissione riesce un po’ alla volta a radunare intorno a sé tutta la cittadinanza e a mobilitarla verso un unico fine.

L’intento encomiabile del racconto, come si percepisce anche dalla sinossi, è quello di mostrare che il “paradiso” è già possibile su questa terra, che le situazioni di crisi possono essere superate attraverso l’impegno e la buona volontà di tutti, e che il raggiungimento del bene comune passa attraverso la ricerca di soluzioni condivise, a misura d’uomo ed ecosostenibili.

Ciò premesso, il manoscritto presenta tutta una serie di problematiche e di limiti che lo rendono non pubblicabile da parte di Nuova Narrativa Italiana, e che riassumiamo qui di seguito.

L’intera struttura del racconto, più che dai fatti che vi vengono raccontati, è sorretta da lunghe e frequenti citazioni, a volte di intere pagine, riprese da teologi, filosofi, pensatori, scrittori e altri intellettuali, tanto da rendere il manoscritto più simile a un saggio o a un’antologia del pensiero umanistico e cristiano applicato alla società che non a un vero e proprio romanzo.

La storia nel suo insieme appare altamente idilliaca e utopica, perché fin da subito l’intero paese si rivela impregnato della stessa cultura e vocazione del suo parroco, e le voci di dissenso, che nella realtà di tutti i giorni si manifestano anche in modo duro e violento, qui sono praticamente assenti.

Allo stesso modo appare scarsamente verosimile l’interessamento di investitori prima americani e poi austriaci nella trasformazione dell’economia di un paese di sole duemila anime. Così come appare semplicistica la descrizione dell’impatto dei monaci benedettini sulla vita del paese, che dalla loro venuta in pochissime pagine lo cambiano profondamente.

Il male stesso (che anteposto al bene è il motore di molti romanzi) è relegato in questo manoscritto alle sole circostanze ambientali, alla crisi economica e alle fatalità, perché tutti i personaggi sono positivi e animati da nobili intenti.

Infine, il contenuto colto e religiosamente orientato del romanzo compie di fatto una forte preselezione dei suoi potenziali lettori, perché a tratti appare ostico se non perfino ascetico anche per i comuni credenti.

Per tutti questi motivi il manoscritto è rifiutato da Nuova Narrativa Italiana.

Trattandosi però di un’opera di pregio, di una riflessione (se non addirittura di una preghiera) di alto valore religioso e morale, consigliamo all’autore di sottoporla in valutazione a case editrici di dichiarata ispirazione cristiana e cattolica, orientate più alla saggistica che alla narrativa, facilmente rintracciabili con una semplice ricerca nella Rete, per le quali questo manoscritto potrà risultare di sicuro interesse.

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