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La raccolta di racconti è stata rifiutata.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
7
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
7
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
7
4
DIALOGHI
7
5
PROTAGONISTI
7
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
7
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
7
10
PUBBLICABILITA’
7
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
70 su 100

MOTIVAZIONE

Si tratta di una raccolta di 13 racconti brevi. Nel seguito gli acronimi in maiuscolo identificano i titoli dei singoli racconti.

La valutazione di questa raccolta ci è costata qualche imbarazzo, perché, secondo i casi, i racconti sembrano scritti da due autori molto diversi, da un Doctor Jekyll (che sa scrivere) e da un Mister Hyde (che crede di saper scrivere), piuttosto che da una sola mano. Alla fine, non sapendo che fare, le abbiamo dato una sorta di “7 politico”, media tra il 9 dei racconti migliori e il 5 di quelli peggiori (il tradizionale 6 sarebbe stato in effetti un po’ stretto).

La disomogeneità della raccolta è del resto involontariamente confermata dal suo stesso autore, che si sforza invano in sinossi di inventarle un barlume di coerenza, ricorrendo a temi che in realtà hanno poco o nulla a che spartire col reale contenuto dei racconti.

La verità è che quando l’autore si sforza di essere se stesso, si spoglia della sovrastruttura e della spocchia della propria cultura, e s’ispira al proprio vissuto sia nei ricordi che nelle ambientazioni, allora scrive davvero bene, e riesce a risultare interessante, coinvolgente, credibile, ironico e perfino lirico in certi passaggi. È il caso dei racconti “N” (in assoluto il migliore), “LI” (anche se un po’ da sistemare), “LTDV”, “ISDP”, “ANB” e “UQDC”.

Quando invece l’autore scimmiotta più o meno inconsapevolmente classici antichi e moderni, sbattendo in faccia al lettore la propria cultura con stile inutilmente sostenuto e tronfio, oppure si ispira artificiosamente a fatti storici o di cronaca e a situazioni poco sentite e vissute, allora scrive male, partorendo storie noiose, retoriche, pedanti e scontate (“IRDC”, “OLS”), quando non buoniste, stucchevoli o poco credibili (“LNDDS”, “LSDN”, “IPDCITDG”) come la barba posticcia del protagonista di “LNDDS”.

Ci sarebbero, per la verità, anche un paio di racconti interessanti sulla guerra (“UBF” e “LB”), scritti però più in termini di resoconto che di racconto vero e proprio. Ma alla fine è tutto qui.

In conclusione, come si vede, c’è poco da sperare “di non restare deluso”, come si augura l’autore in biografia. Perché questa è la seconda opera che gli valutiamo (si veda la scheda n° 54 a questo link). E il giorno che ci manderà qualcosa di davvero originale, interessante, coerente e credibile, non mancheremo di pubblicarglielo.

Per il momento, cinquanta pagine di qualità su cento sono davvero poche per ambire a una pubblicazione. Almeno presso di noi.

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