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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
8
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
9
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
9
4
DIALOGHI
9
5
PROTAGONISTI
8
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
8
7
PATHOS E CLIMAX
8
8
COERENZA NARRATIVA
8
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
5
10
PUBBLICABILITA’
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
72 su 100

MOTIVAZIONE

Non abbiamo dubbi sul fatto che questo cupo e morboso romanzo di sangue e di sesso troverà un editore disposto a pubblicarlo. Sia perché così va il mondo e certe storie vendono bene, sia perché l’autore del romanzo sa scrivere e la storia regge. Ma non sarà Nuova Narrativa Italiana quell’editore.

A noi di NNI resterà l’amaro in bocca di aver letto un autore di sicuro talento, che sembra aver fatto una scelta opposta alla nostra. Perché quando scrive di malavita, di omicidi, di sesso, di violenza e di degrado, un autore, se è la denuncia di tutto questo che gli sta a cuore, deve imporsi dei limiti, accennare a certe scene e situazioni ma evitare di descriverle nei dettagli, limitandosi ad alludervi. Se invece, come in questo caso, l’autore non si pone questi limiti, ma dà perfino l’impressione di compiacersi e divertirsi nel descrivere i particolari più crudi, macabri e pornografici, allora anche gli intenti più nobili si fanno lettera morta.

Così, diciamo in tutta amicizia e franchezza all’autore, e senza la pretesa di fare la morale a nessuno: ma che bisogno c’era di inserire in questo romanzo le scene che seguono? E gli consigliamo di riflettere a lungo su questo, perché è da questo che dipende ciò che un autore vuole essere e vuole scrivere. Nel dettaglio le scene sono:
– Il lungo capitolo iniziale dell’agonia del transessuale, che potrebbe essere ridotto alla metà, ed emendato dei particolari più macabri e crudi senza per questo perdere di forza;
– Le descrizioni particolareggiate dei rapporti sessuali tra il transessuale e la prostituta del capitolo X;
– L’aberrante, macabra scena del capitolo XIII dell’esecuzione del transessuale, sbranato ancora vivo dai cani, condita di tutti i dettagli e del tutto gratuita perché le modalità di tale esecuzione sono già state confessate da un avvocato a una telecamera e ai lettori nel capitolo precedente. Nonché i successivi riferimenti a tale scena, ancora densi di dettagli morbosi e crudi, nei capitoli XV e XVI;
– Lo stupro ripetuto a suon di dettagli della figlia dell’avvocato ad opera di quattro balordi asserviti a un clan, ripreso più volte in vari capitoli;
– Le prestazioni con i clienti del transessuale al capitolo XVII;
– Il dettaglio delle umiliazioni sessuali in carcere patite dal boss nel capitolo XVIII;
– Le avventure sessuali a fine capitolo XX e nei capitoli XXV e XXVI.

Quanto al resto, come abbiamo detto, grazie soprattutto al talento nello scrivere dell’autore, il romanzo regge. Anche se in termini di pura logica sarebbe viziato da due bachi di fondo. Ovvero:
– Perché mai un noto transessuale, che ha da anni una vita tutto sommato ben delineata e appagante, e pure una compagna di amorosi sensi, dovrebbe d’improvviso rivendicare con tanto di avvocati e ricatti di essere figlio di un boss, esponendosi al rischio scontato di farsi ammazzare?
– E perché mail il boss, di cui in effetti il transessuale è figlio, dovrebbe farlo ammazzare con tanta spettacolare ferocia, e non limitarsi a farlo sparire alla svelta e in silenzio?

Ma certo, se l’intento ultimo di questo romanzo non era denunciare la violenza, il degrado e la pornografia, ma fare di essi spettacolo ed epica, com’è purtroppo anche di certo cinema, allora queste domande trovano facile risposta.

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