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Il manoscritto è stato rifiutato.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
6
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
9
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
8
4
DIALOGHI
9
5
PROTAGONISTI
8
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
7
7
PATHOS E CLIMAX
7
8
COERENZA NARRATIVA
7
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
7
10
PUBBLICABILITA’
6
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
74 su 100

Motivazione

Il titolo, la sinossi e l’incipit di questo manoscritto sono quanto di più sbagliato si possa sottoporre a un editore se si vuole esser presi sul serio. Ma forse l’autolesionismo devastante del protagonista di questo romanzo ha forzato la mano anche al suo autore.

L’autore infatti sa scrivere, e scriverebbe anche meglio se non ammiccasse di continuo al lettore in modo stucchevole e inutile, e se non gli buttasse costantemente in faccia la propria cultura letteraria e musicale.

Il protagonista della storia è una sorta di giovane antieroe ottocentesco, idealista e sognatore, un Don Chisciotte votato anima e corpo all’arte e alla letteratura, che si scontra con la dura realtà del mondo di oggi, ai suoi occhi materialista e meschino. Possiede la stessa sensibilità e vocazione all’autodistruzione dei poeti maledetti, ma è nato nel secolo sbagliato. Per di più, è inzuppato fino all’inverosimile della letteratura più romantica e decadente, e della più sofisticata e struggente musica dark, pop e rock.

Tutto questo ne fa un personaggio talmente anacronistico ed eccentrico da suscitare curiosità ed empatia anche nel lettore più coriaceo, che finisce, anche senza volerlo, a tifare per lui.

Fino a un certo punto, però. Ed è qui che il protagonista, il romanzo e l’autore si perdono. Innamorato corrisposto di una bella barista, il nostro non sa decidersi a passare dall’amore platonico a quello reale, e indugia penosamente, piangendosi addosso per pagine e pagine, dove non succede granché e la pazienza del lettore si sfianca.

Ora dipende dall’autore. La prossima finestra di ricezione dei manoscritti di Nuova Narrativa Italiana cade a dicembre. Non gli si chiede di stravolgere la storia, perché già buona e coerente, ma di emendarla delle continue ripetizioni, delle troppe citazioni colte, gratuite e prolisse, soprattutto nella sua parte centrale, e di infittirla con qualche episodio degno di nota.

Se poi l’autore fa un bel bagno di umiltà, e mette anche mano seriamente a titolo, incipit e sinossi, può darsi che diventi davvero una storia pubblicabile.

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