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Il manoscritto è ritenuto pubblicabile dall’editore. L’autrice riceverà da NNI una proposta di pubblicazione.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
8
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
9
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
8
4
DIALOGHI
9
5
PROTAGONISTI
9
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
9
7
PATHOS E CLIMAX
8
COERENZA NARRATIVA
8
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
9
10
PUBBLICABILITA’
9
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
86 su 100

Motivazione

Storia d’amore tra un proprietario d’albergo di Bolzano e una giornalista e critica d’arte di Catania, impenitente single e da sempre refrattaria al matrimonio, che si ritrova a essere coinvolta suo malgrado nelle vicende familiari di quattro coppie di suoi amici, tre delle quali in aperta crisi. Alla fine, attraverso l’arte e la comprensione reciproca, tutto si sistemerà.

Il romanzo ricorda per lunghi tratti certe commedie drammatico-sentimentali da psicoterapia di gruppo e di coppia, un po’ alla Ozpetek e un po’ alla Allen, che l’autrice ha il pregio d’interpretare in modo personale sia in termini di storia che di scrittura, scivolando solo di rado nel retorico, nello stucchevole o nel banale.

Degna di nota è in particolare la capacità di rendere anche lunghi dialoghi e situazioni dove i personaggi si confrontano tra loro a cuore aperto, tanto che si ha quasi l’impressione di assistere in certi passi a una pièce.

Tutto ciò premesso, il manoscritto presenta una serie di punti deboli che andranno emendati in fase di editing nell’ipotesi di una pubblicazione con Nuova Narrativa Italiana (NNI). In particolare:

1) L’autrice scrive bene, con originalità e inventiva, ma l’utilizzo della lingua nelle aggettivazioni e nella scelta dei verbi e dei tempi verbali non sempre è preciso, e qualche metafora/similitudine appare decisamente fuori luogo, esagerata o forzata.

2) L’acceleratore della storia è da subito schiacciato a tavoletta, e il povero lettore si ritrova in poco più di trenta pagine scaraventato in un intreccio di sei coppie (contando anche Maria e Alberto, e Anna e Giulio) e di almeno una ventina di personaggi, che fatica sulle prime a inquadrare e a ricordare. Noi ci siamo riusciti con molta pazienza, rileggendo alcuni pezzi più volte, e aiutandoci schizzando uno schema delle coppie e delle loro relazioni, ma al lettore non si può chiedere tanto. Sarà opportuno fornire al lettore, prima dell’inizio del testo, un elenco dei personaggi del romanzo suddiviso per coppie e famiglie.

3) A partire dal capitolo 8 (pagina 40) l’autrice spiazza di nuovo il lettore, passando bruscamente e senza alcun apparente motivo da una narrazione onnisciente in terza persona, che presenta in modo equilibrato il punto di vista dei vari personaggi, a una narrazione in prima persona concentrata solo sul personaggio di Maria, che un po’ alla volta si rivela essere la protagonista del romanzo. La cosa poi funziona, e si dimostra una scelta azzeccata per rendere al meglio le emozioni e i pensieri di Maria, ma è almeno necessario suddividere il romanzo in una Parte Prima e in una Parte Seconda, per rendere accettabile al lettore questo improvviso cambiamento.

4) Che le esperienze dell’infanzia possano condizionare pesantemente la vita di una persona è cosa risaputa; che la parabola di una famiglia dipenda dall’infanzia più o meno felice dei coniugi, come si sostiene nel testo, è invece cosa discutibile.

5) Certi passi appaiono un po’ frettolosi, e bruciano troppo in fretta il pathos della storia, che già di suo non può far conto su personaggi “cattivi”. Per esempio, l’ipotesi dell’incestuosa maternità di Erminia è descritta e risolta nell’ambito di un solo capitolo.

6) I tre figli di Teresa e Giacomo hanno nomi (Erminia, Sofia e Geremia) più adatti a dei nonni. In certi punti della storia, i due nomi Sofia e Sonia possono indurre confusione nel lettore.

7) Le riviste con rubriche che trattano anche di famiglia sono settimanali, quindicinali o al massimo mensili, e appare inverosimile nel romanzo che Maria possa permettersi di scrivere nei quattro mesi in cui deve sostituire la collega titolare della rubrica un solo articolo sul tema, prendendosi un mare di tempo, come se fosse una tesi di laurea. O sostituisce la collega per un solo mese (ad esempio a causa di un infortunio con prognosi di un mese) e scrive un solo articolo, o la sostituisce per diversi mesi, come è ora nel testo, ma allora deve scrivere più articoli o almeno fornire ai suoi lettori delle anticipazioni.

In conclusione, si tratta comunque nel complesso di una storia d’amore originale e intrigante, che tratta anche i temi dell’amicizia, del tradimento, del matrimonio in crisi e della famiglia allargata, che NNI sarà lieta di pubblicare nella collana Nonsolorosa.

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