Logo per esteso di Nuova Narrativa Italiana
Diciannove e Trentaquattro – copertina

Diciannove e Trentaquattro

4.82 su 5 in base a 11 valutazioni del cliente
(11 recensioni)

5,00 €

Autore: Virginia Danna
Formati: ePub + PDF
ISBN (ePub): 9788899400057
ISBN (PDF): 9788899400040
Pagine (in PDF): 116

Il contenuto

Il condominio in Via Cascino ad Avellino è un concentrato di varia umanità.
La signora Maria Piccillo del primo piano ha novantacinque anni, ma sa tutto di tutti, e la figlia Michelina, che vive nel ricordo di un amore perduto, ha il suo bel daffare a contenerne l’esuberanza.
Il signor Augusto Cubitosi è uno stravagante inventore in pectore con la fissa dei ladri, e don Fiore De Bellis, sullo stesso pianerottolo, vuole andare alla RAI per rivelare in diretta l’elisir di lunga vita.
Silvana, la figlia sedicenne dei De Crescenzo, fa disperare il padre, che la vorrebbe segregata in casa, ma è nulla in confronto a ciò che fanno suocera e nuora Ranardi al povero Ernesto, novello sposo.
La famiglia Misagno è in crisi profonda per le scappatelle del signor Piero, mentre dai Sarni trionfa l’amore sotto lo sguardo annoiato di Mefisto, il gattone di casa.
Il cavalier De Santis ha perso da poco la moglie Anna, e non sa ormai più a chi scrivere le sue poesie.
Carlo Altieri, detto “Scusascusa”, è l’implacabile combina guai del quinto piano, per tacere del signor Del Prete, dell’appartamento dirimpetto, che la moglie Lina vorrebbe volentieri morto.
Ma tutti, siatene certi, si siederanno a tavola per la tombolata dell’Avvento o per il rito del ragù, in salotto per il caffè del pomeriggio, davanti alla radio o allo stadio per seguire la partita.

Immergetevi insieme a loro nell’atmosfera rilassata, nostalgica e trasognata di una domenica (quasi) normale dei primi anni Ottanta, quando c’era ancora la lira ed Enrico Ameri era la prima voce di Tutto il calcio minuto per minuto.
Osservate le vite dipanarsi, e l’aura di complicità, di reciproco rispetto e sostegno che anche nel pettegolezzo di paese anima i rapporti tra gli inquilini.
Ascoltate il tempo scorrere lento ma inesorabile, verso un finale improvviso e imprevedibile, che vi gelerà il sangue nelle vene.

Un romanzo indimenticabile, commovente e bellissimo, sull’Italia che era, e che forse mai più sarà.

La frase chiave del libro

“Se volete sapere qualcosa di un abitante del palazzo, chiedete alla signora Maria: lei sicuramente sa. Conosce orari, abitudini, vizi e virtù di chiunque. Con discrezione, ovviamente, aggiunge sempre; e prima di raccontarvi i fatti di tutti, vi dirà che lei non si intriga e non si impiccia.”

Le prime pagine

Prime pagine PDF

L’intervista con l’autrice

L’autrice

Foto dell
Virginia Danna è nata nel 1957, vive ad Avellino, ed è insegnante di scuola primaria.
Ha partecipato al Laboratorio di Scrittura Comica e Umoristica “Achille Campanile” di Napoli per due anni, affinando così la propria passione per la scrittura.
Si diletta con un blog on line, e quando le viene l’ispirazione ama disegnare. Le sono sempre piaciuti i cani; coerentemente ha un gatto, Artù, che a volte mostra regalmente di tollerarla.
Diciannove e Trentaquattro è il suo primo romanzo.

Come eravamo belli!

Cari amici,
siamo orgogliosi e commossi di poter inaugurare la collana Millestorie di Nuova Narrativa Italiana con Diciannove e Trentaquattro, un’opera così carica di testimonianza e così garbata e toccante sull’Italia dei primi anni Ottanta.

In un’epoca di immagini mirabolanti e di sparate a effetto, di politici litigiosi e sempre sopra le righe, in cui tutti urlano e pochissimi ascoltano, ci sembra che lo stile di questo romanzo, ricco di partecipazione umana e al tempo stesso ironico e disincantato, debba essere portato ad esempio.

Oggi abbiamo Internet, i cellulari e l’euro, ma l’impressione è che una volta ci fosse maggiore rispetto per le persone e maggiore poesia nella vita.

Leggete con noi questo meraviglioso romanzo, abbandonatevi alla bellezza dei suoi personaggi e delle sue descrizioni, e ci darete ragione!

Mauro Anelli

11 recensioni per Diciannove e Trentaquattro


  1. giulia.pellecchia86@gmail.com
    5 di 5

    :

    Una domenica, come oggi, un condominio e una piccola città. Per chi è di Avellino, come me, potrebbe capitare, leggendo il libro, di ritrovarsi sotto braccio a Don Fiore mentre compra il giornale all’edicola di Via Matteotti, o davanti alla Villa con Silvana a guardare i ragazzi. Chi non lo è, invece, potrebbe semplicemente affezionarsi a quel pover’uomo del signor Carlo che, dopotutto, è solo un po’ “abbonatello”. Il libro di Virginia Danna è il racconto di un piccolo angolo di mondo dove i riti, i ricordi e le abitudini scandiscono e si lasciano scandire dal tempo. Un tempo che si interrompe brutalmente, in un attimo, per tornare poi a scorrere di nuovo, diverso ma sempre uguale.

  2. gabriella.caltabiano@yahoo.it
    5 di 5

    :

    Un delicato e colorato spaccato quotidiano di un condominio, una giornata come tante, ma attraversata da personaggi vividi, ognuno con la propria storia di gioia, di dolore, di amore, di odio, di rimpianto e di voglia di ricominciare. L’ambientazione, necessaria nell’economia della storia, non limita il punto di vista, e chi di noi ha vissuto quegli anni, li ritrova intatti nei rapporti tra i vicini, nella mentalità che stava cominciando appena allora ad aprirsi anche in provincia, la radiocronaca della partita, dettagli a volte dimenticati di un’età lontana e forse anche irrimediabilmente perduta. Una piacevole lettura che scorre velocemente, fin troppo velocemente, perché purtroppo l’unico grande difetto è che è un romanzo breve, ma con un gran finale.

  3. nicoletta.di@gmail.com
    4 di 5

    :

    Il libro è un mosaico di storie, scandite dallo scorrere delle ore che conducono la vicenda al suo epilogo. Il tempo dei “riti” familiari, diverso ma simile in ogni famiglia, è anche il tempo di una comunità e anche di un momento storico. Non sono di Avellino, ma ho ritrovato alcuni sapori familiari nel racconto. sicuramente un libro da rileggere, per incontrare di nuovo tanti personaggi che sento ormai amici… e resta il desiderio di conoscere le vicende successive, per cui, “comandi mai, preghiera sempre”, sarei a chiedere a Pingina di scrivere il seguito!

  4. epsilonivy@yahoo.it
    5 di 5

    :

    Questo libro mi ha riportato indietro negli anni, in un periodo in cui le domeniche si trascorrevano nel modo in cui l’autrice ha raccontato alla perfezione in tutte le sue sfaccettature. Un condominio in cui ho ritrovato la quotidianità di un tempo dove il legame tra vicini era forte e rispettoso, come ormai non esiste più oggi. Il ritrovarsi tutti insieme per una tombolata, dopo aver trascorso in famiglia il proprio pranzo domenicale, mi fa ricordare la mia adolescenza… Racconto divertente, umano, commovente, dal finale inaspettato che mi ha fatto rabbrividire, forse perché anche io ho vissuto quel “diciannove e trentaquattro”!

  5. toninodelbello@libero.it
    5 di 5

    :

    Un bel libro godibile con una scrittura fresca e delicata, intinta nel calamaio dell’ironia, per descrivere un mondo che va scomparendo: siamo negli anni ’80, nel condominio di via Cascino la vita sembra scorrere tranquilla con le persone intente alle incombenze che scandiscono le ore del giorno da sempre, ciascuno col suo tic, col suo detto non detto o l’inconfessabile confessato solo all’amica che può capire. Persone affezionate e ossequienti a valori ai quali però non credono più: molti dei comportamenti dei personaggi sembrano stereotipati, come attori che sanno di vivere un mondo che non gli appartiene, dal quale non si può sfuggire una nuttata che sanno che passerà, ma che hanno paura di abbandonare perché i costumi e i riti della tradizione, che hanno forgiato la vita degli avi e dei genitori, sono ancora presenti e per, certi versi, confortevoli. Un mondo che sarà distrutto dal “progresso” e che non sarà mai più uguale a prima, i personaggi del racconto ne sono perfettamente consapevoli e questa consapevolezza è descritta con arguzia attraverso i tic, il fatalistico abbandono agli eventi: chi si aggrappa ai ricordi, chi si lamenta di una vita grama, magari accusando la suocera intrigante o il marito pelandrone che si nasconde dietro una malattia, non si sa quando simulata.
    Un microcosmo colto con la sagacia di un fotografo nel momento della transizione, quando tutto cambierà e di quelle persone di quei sentimenti, di quei sacrifici personali non vi sarà più traccia.

  6. inpuntadi@libero.it
    5 di 5

    :

    Quando l’incanto del passato incontra la fresca e ironica penna di Virginia nasce Diciannove e trentaquattro, romanzo che ha saputo far rivivere dai meandri della mente quella nostalgica malinconia per una vita che non c’è più.
    Leggere il romanzo è stato come fare un tuffo negli anni della mia giovinezza e rivedere certi visi e certi personaggi indimenticabili.
    Romanzo fresco e disinvolto da proporre alle nuove generazioni perché non c’è futuro se non si ripercorre il passato: il nostro passato è anche in quello spaccato spassosissimo che è Diciannove e trentaquattro.
    Brava Virginia, complimenti sinceri, fidati è bellissimo e aspetto il seguito.
    Concetta Fasolino

  7. lui.balducci@gmail.com
    5 di 5

    :

    È un libro semplice, pulito come l’autrice. Uno spaccato della realtà di provincia degli anni ottanta descritto con fedeltà pur nelle vesti di personaggi di fantasia. Un tuffo in un passato fatto di rapporti interpersonali sinceri e improntati sui veri Valori. Il finale è l’ispirazione stessa del libro. Colpo di scena che mette il suggello ad un’opera breve, ma non per questo, minore.
    Ora, c’è solo da sperare che l’autrice riprenda presto in mano la penna!
    Annalisa Balducci

  8. spankina99@outlook.it
    5 di 5

    :

    Un libro davvero molto notevole. La lettura è scorrevole. Personaggi ben descritti. Un racconto che appassiona il lettore capitolo dopo capitolo; divertente ed emozionante. Descrive a pieno le tradizioni dell’Irpinia e merita di essere letto. Cinque stelle davvero meritate

  9. miti.dm@gmail.com
    4 di 5

    :

    E’ un romanzo, ma è anche un insieme di storie che si intrecciano e inanellano tra loro. Parla di vite, amori, manie, passioni, pulsioni, rancori, rimpianti, sogni e desideri con un linguaggio fresco e piacevole. Ci sono i caffè, offerti e accettati, tutti con la moka, tranne uno. E c’è il Natale che si avvicina. Soprattutto c’è la domenica. Una tranquilla domenica di tardo autunno. “Quella” tranquilla domenica di tardo autunno. Piacevolissima lettura. Consigliato.

  10. delia81@libero.it
    5 di 5

    :

    Un vero e proprio spaccato della quotidianità domenicale campana. Tanti ricordi legati a mia nonna: dal ragù ai “maccarun e ziti spezzati”. Pare quasi di sentire quei profumi, quegli odori, quelle chiacchiere di palazzo. Tante famiglie che poi sono una sola, intrecciate nella loro convivenza, nei loro problemi e nelle loro ansie e curiosità. Una giornata come tante, vera nell’essenza, scandita nelle sue ore e nei suoi riti. Mi sono sentita di nuovo a casa, pur vivendo ormai lontano. Un bel regalo. Grazie Virginia!

  11. apelle72@yahoo.it
    5 di 5

    :

    Un romanzo ben fatto, scrittura molto semplice e scorrevole alla portata di tutti e per tutti, pulito, “onesto” come lo è d’altronde la scrittrice. Nel leggerlo rivivevo la domenica degli anni “ottanta” fatta di vigilia per la partita di calcio della mia Avellino (avevo 8 anni e non mancavo una partita allo Stadio Partenio), l’odore del ragù preparato da mia madre e l’immancabile cartoccio di paste portato da papà ad orario di pranzo di ritorno dalla messa acquistato quasi sempre alla pasticceria “Goccia D”Oro” o da De Pascale con i suoi inimitabili babà.Anche se so di essere maledettamente di parte (la scrittrice è mia zia), ero sicuro ancora prima di leggerlo che mi sarebbe piaciuto e che mi avrebbe preso totalmente, insomma il successo era già assicurato!!!! Grazie Zia Virginia per il romanzo che hai scritto soprattutto perchè almeno nella memoria mi hai fatto rivivere la nostra “vera” Avellino. Attendo ansioso il prossimo romanzo…..Eccellente

Aggiungi una recensione