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Ritorno a Bromelia – copertina

Ritorno a Bromelia

5.00 su 5 in base a 2 valutazioni del cliente
(2 recensioni)

6,00 €

Genere: racconti vari
Autore: Francesco Angelo Demontis
Formati: ePub + PDF
ISBN (ePub): 9788899400279
ISBN (PDF): 9788899400262
Pagine (in PDF): 396

Il contenuto

La Sardegna come non l’avete mai vista né letta prima.
Non quella patinata e turistica delle città e del mare della Costa Smeralda; ma quella rude, malinconica e romantica dei paesi di collina dell’entroterra del Barigadu.

In 11 racconti brevi e 2 racconti lunghi, la vita e gli amori di contadini, allevatori, cacciatori e reduci di guerra; le tradizioni e le feste di paese; i riti, le superstizioni e le leggende. Il sapore unico di una terra aspra e selvaggia, dal grandissimo cuore.

Il contenuto dei racconti in breve:

L’Internata
La malinconia di una donna che (quasi) tutti inspiegabilmente evitano.

La roccia e il vento
La leggenda di un capraio della Barbagia e della sua famiglia.

Il leprotto
I curiosi giocattoli di un bambino nella Sardegna del dopoguerra.

La tentura
Storia di ladri, di greggi e di leggi.

La Via della Paglia
A Bromelia, le coppie d’innamorati si formano in uno strano modo: spargendo paglia tra le case.

Assassinio nella basilica
Cronaca di un antico eccidio, senza diritto d‘asilo.

Le tracce della vergogna
Quando la fame aguzza l’ingegno, e il pecorino pure.

Notturno
Il duello tra un vecchio cacciatore e un cinghiale che gli devasta la vigna.

Il sacchetto del pane
La burla di un fornaio ai danni del sempliciotto di paese.

Sciamani del Bargad
L’ultima adunata di un sodalizio di guaritori e rabdomanti alle prese col futuro.

Una questione di chiaroscuri
L’amore appassionato di Franzino, pittore de facto e tecnico in pectore.

Il sogno di una fontana
Le segrete ambizioni di una fontana di paese.

Dies illa
Un giorno Nerio è invitato a un curioso happening, tra strani incontri, processioni e apparizioni.

La frase chiave del libro

“Nessun sogno di evasione
eguaglierà mai il piacere
che provo nel dare.”

Le prime pagine

Prime pagine PDF

Lintervista con lautore

Lautore

Foto dell
Francesco Angelo Demontis è nato nel 1944 a Neoneli, in provincia di Oristano, dove ha frequentato le elementari e la scuola della sopravvivenza a contatto con la natura. A undici anni ha lasciato la Sardegna, proseguendo gli studi in Umbria, in Piemonte e in Lombardia, dove si è laureato in Lettere Classiche, lavorando in seguito come insegnante nella scuola media inferiore e superiore.
A Milano, a fine anni Sessanta, Francesco ha conosciuto il mondo dell’arte, frequentando i musei e le gallerie dove esponevano Lucio Fontana, Salvatore Fiume, Pietro Annigoni e numerosi altri artisti. Da allora ha iniziato a dipingere, sviluppando la sua ricerca dal figurativo all’informale, e ha all’attivo una quindicina di mostre personali, tenute in varie località della Sardegna e a Roma, molte delle quali in aiuto ad amici missionari.
Come autore di romanzi e racconti, l’altra sua grande passione, Francesco ha pubblicato L’ultimo desiderio del giudice (Edes, 2006), vincitore del Premio Letterario Antonio Gramsci, IX edizione, romanzo sul rapporto tra un imputato e la giustizia; e Portami nella tua veranda (Edes, 2009), romanzo-saggio sui malati dei sanatori descritti nelle grandi opere del Novecento.
Ritorno a Bromelia è la sua terza opera di narrativa.

2 recensioni per Ritorno a Bromelia


  1. angelo.ibba@gmail.com
    5 di 5

    :

    È una grigia giornata di febbraio del 1955. I miei compagni delle elementari sono in classe da almeno da due ore. Accompagnato dalla mia tata entro in classe; la maestra signorina Mariangela mi accoglie e rivolgendosi alla scolaresca dice poche parole: Angelo è venuto a salutarci; va in collegio dove continuerà gli studi. Sono molto impacciato, passo tra i banchi, stringo la mano a ciascuno dei miei compagni cominciando dalle prime file delle femminucce, poi fisso un istante il mio posto vuoto e infine saluto il compagno di banco Chiccheddu (Francesco).
    Passano 65 anni. Un afoso pomeriggio d’estate mi arriva una mail: Angelo, buon pomeriggio. Ho scritto un libro di racconti che vorrei tu leggessi. Incredibile! Mi scrive Francesco Demontis, Chiccheddu!, il mio compagno di giochi e di risate!
    Non avrei mai pensato che la lettura dei racconti di “Ritorno a Bromelia” mi avrebbe scatenato tante emozioni. Come passeggeri che si accalcano per scendere dal treno, ciascuno con le sue premure, così i miei pensieri si affollano e non so a quale per primo dare corpo e vita per poter esprimere le mie sensazioni.
    Se dovessi concentrare tutto in una sola parola direi: entusiasmante, oppure fantastico. Probabilmente mi si potrà incolpare di partigianeria nel tessere le lodi di un amico scrittore. Poco importa, il mio intento è di esprimere ciò che la lettura ha suscitato nel mio animo, senza vergognarmi di cedere terreno al sentimentalismo. Sicuro, ho sorriso, mi sono commosso con qualche lacrima; talvolta son diventato triste, sempre ansioso di sapere come il racconto si sarebbe concluso. Devo riconoscere che pochissime volte ho letto un libro con tanta voracità: due giorni pieni di lettura, mattina e sera, fino a che non ne ho visto la fine. La prosa scorre agevolmente con un lessico semplice e incisivo per le immagini che suscita.
    Nel leggere i vari racconti ho rivissuto la mia infanzia, non perché gli episodi scritti siano più o meno veritieri, ma perché quel che vi si legge sembra riportare alla vita squarci di una realtà cristallizzata negli anni del dopo guerra al paese d Neoneli.
    I vari racconti nascono da esperienze personali dello scrittore, che trae spunto per le sue riflessioni da consuetudini o tradizioni descritte nella loro quotidianità di un lontano passato, ormai consegnato al ricordo. Personalmente il tutto mi appare come un quadro che l’autore dipinge sotto i miei occhi.
    Un’ultima considerazione: c’è un filo conduttore lungo tutti i racconti, pervasi da una grande fede e da una profonda religiosità. Un filo che talvolta si tende fino allo spasmo e vibra come una corda di violino, tal altra sembra esitare, bisognoso di sostegno. Ma sempre presente, anche quando le vicissitudini della vita sembrano spezzare gli animi e precludere soluzioni felici.
    Alla fine di questo excursus sulla vita mi sembra di aver vissuto quelle stesse situazioni, ma guardandole da una finestra. Leggere “Ritorno” è stato per me un happening importante, un’esperienza indimenticabile. Credo comunque che la lettura di questo libro possa far rivivere le medesime immagini anche negli altri lettori grazie alla freschezza delle descrizioni.
    E può costituire un piacevole diversivo, perché no?, anche per chi decidesse di leggerlo sotto l’ombrellone in una spiaggia della Sardegna.

  2. cri.lavopa@tiscali.it
    5 di 5

    :

    Mi dice: “Scrivi”, e io rispondo: “Sei tu lo scrittore!”.
    “Metti nero su bianco quello che hai detto a me”, ma non è da tutti saper scrivere, soprattutto di emozioni.
    E stavolta, da appassionata lettrice quale sono e mio malgrado, mi ritrovo dall’altra parte della barricata a descrivere un libro.
    Emozioni…si, come quelle che ha suscitato in me la lettura di “Ritorno a Bromelia” di Francesco Demontis.
    E’ una raccolta di racconti legata da un filo conduttore che lascio scoprire alla curiosità dei lettori, ma non storie banali che abbiamo già letto più e più volte in questi ultimi anni bensì episodi di vita vissuta, scorci e spaccati di una comunità i cui personaggi acquisiscono quasi il sapore del mito, della leggenda come ne “La roccia e il vento” e “Sciamani di Bargad”.
    Sono storie che vanno assaporate lentamente, che catturano l’attenzione del lettore sin dalle prime battute, che spingono alla lettura con l’impazienza di vederne l’evoluzione e la conclusione, mai banale o prevedibile proprio perché ispirati a vicende realmente accadute.
    I racconti si articolano su più livelli: ciò che colpisce immediatamente è l’ambientazione, la descrizione dei luoghi e degli ambienti familiari fatta in modo dettagliato ma non sterile; i personaggi, i quali come per magia e grazie all’abilità dell’autore acquisiscono una loro fisicità e che ci sembra quasi di conoscere; e le loro vicissitudini, la loro storia nella storia, i loro sentimenti che condividiamo e facciamo nostri.
    Il linguaggio è semplice e fluido, la narrazione guida e catapulta immediatamente nel cuore del racconto.
    Come i quadri di cui è autore, Francesco descrive lo scenario con pennellate a volte incisive a volte delicate, vibranti di colore, che incantano e rendono partecipi.
    Ti immedesimi talmente nel racconto da avere la sensazione palpabile di essere là in quel momento, e assisti allo scorrere della storia davanti ai tuoi occhi come alla proiezione di un filmato in bianco e nero che prende vita improvvisamente e prende colore piano piano.
    L’autore non ci regala solo un libro, ma ci dona il senso di appartenenza: al luogo, alle persone, alle tradizioni, alle maglie invisibili ma onnipresenti delle realtà nelle piccole comunità.
    Tutto ciò traspare dalle parole di Francesco: il grande amore per la sua terra che ha dovuto abbandonare in giovane età, ma che è rimasta nel suo cuore con radici profonde e rinnovate nel corso degli anni; la malinconia che invariabilmente si accompagna ai ricordi; la meraviglia negli occhi di un bambino (“L’internata”) verso figure ammantate di mistero; le verità nascoste e tuttavia palesate da una via di paglia.
    Anche gli animali trasmettono emozioni: ne “Il leprotto”, il lusso di avere un compagno di giochi negli anni in cui mancava lo stretto necessario per vivere, si trasforma in desolazione quando questo scompare improvvisamente per cause di forza maggiore.
    Oppure ne “La tentura”, la tecnica ancestrale di legare le zampe delle capre per evitarne la fuga, come non fare l’inevitabile paragone con la sensazione di impotenza che a volte ci lega e attanaglia?
    E che dire del discorso consolatorio di Moni ai suoi due buoi? Animali si, ma compagni di vita, di gioie e dolori e dotati di personalità e sentimenti.
    Perché leggere questo libro?
    Perché ti prende, ti entra dentro e va a toccare le corde del tuo cuore e tu, lettore, entri dentro di esso; ti fornisce spunti su cui soffermarti a riflettere, ti arricchisce di valori che credevi dimenticati nelle brume del tempo.
    Un libro in cui Francesco ci fa un grande dono di sé, delle sue emozioni e sensazioni, della sua curiosità e voglia di mettersi alla prova, sempre.
    Chi non ha conosciuto i protagonisti dei suoi racconti vorrebbe conoscerli, chi ha avuto questa fortuna ha la possibilità di rinnovare i propri ricordi ormai sopiti e annebbiati dalla vita quotidiana e rivedere la Bromelia di quei tempi, i suoi territori; chi non ha vissuto in quegli anni ha l’opportunità di conoscere la realtà del dopoguerra, le privazioni, il duro lavoro nei campi, l’onore, il senso di solidarietà e comunione presente tra i propri compaesani.
    Un libro stratificato da scoprire velo dopo velo, che ti permette un bellissimo viaggio introspettivo alla ricerca dei tuoi ricordi e, parola ricorrente di questa recensione, delle tue emozioni.
    Buona lettura a tutti!

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