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Recensione a Ritorno a Bromelia

Recensione di angeloibba (nickname) a Ritorno a Bromelia, del 4 luglio 2018. Testo della recensione:

“È una grigia giornata di febbraio del 1955. I miei compagni delle elementari sono in classe da almeno da due ore. Accompagnato dalla mia tata entro in classe; la maestra signorina Mariangela mi accoglie e rivolgendosi alla scolaresca dice poche parole: Angelo è venuto a salutarci; va in collegio dove continuerà gli studi. Sono molto impacciato, passo tra i banchi, stringo la mano a ciascuno dei miei compagni cominciando dalle prime file delle femminucce, poi fisso un istante il mio posto vuoto e infine saluto il compagno di banco Chiccheddu (Francesco).
Passano 65 anni. Un afoso pomeriggio d’estate mi arriva una mail: Angelo, buon pomeriggio. Ho scritto un libro di racconti che vorrei tu leggessi. Incredibile! Mi scrive Francesco Demontis, Chiccheddu!, il mio compagno di giochi e di risate!
Non avrei mai pensato che la lettura dei racconti di “Ritorno a Bromelia” mi avrebbe scatenato tante emozioni. Come passeggeri che si accalcano per scendere dal treno, ciascuno con le sue premure, così i miei pensieri si affollano e non so a quale per primo dare corpo e vita per poter esprimere le mie sensazioni.
Se dovessi concentrare tutto in una sola parola direi: entusiasmante, oppure fantastico. Probabilmente mi si potrà incolpare di partigianeria nel tessere le lodi di un amico scrittore. Poco importa, il mio intento è di esprimere ciò che la lettura ha suscitato nel mio animo, senza vergognarmi di cedere terreno al sentimentalismo. Sicuro, ho sorriso, mi sono commosso con qualche lacrima; talvolta son diventato triste, sempre ansioso di sapere come il racconto si sarebbe concluso. Devo riconoscere che pochissime volte ho letto un libro con tanta voracità: due giorni pieni di lettura, mattina e sera, fino a che non ne ho visto la fine. La prosa scorre agevolmente con un lessico semplice e incisivo per le immagini che suscita.
Nel leggere i vari racconti ho rivissuto la mia infanzia, non perché gli episodi scritti siano più o meno veritieri, ma perché quel che vi si legge sembra riportare alla vita squarci di una realtà cristallizzata negli anni del dopo guerra al paese d Neoneli.
I vari racconti nascono da esperienze personali dello scrittore, che trae spunto per le sue riflessioni da consuetudini o tradizioni descritte nella loro quotidianità di un lontano passato, ormai consegnato al ricordo. Personalmente il tutto mi appare come un quadro che l’autore dipinge sotto i miei occhi.
Un’ultima considerazione: c’è un filo conduttore lungo tutti i racconti, pervasi da una grande fede e da una profonda religiosità. Un filo che talvolta si tende fino allo spasmo e vibra come una corda di violino, tal altra sembra esitare, bisognoso di sostegno. Ma sempre presente, anche quando le vicissitudini della vita sembrano spezzare gli animi e precludere soluzioni felici.
Alla fine di questo excursus sulla vita mi sembra di aver vissuto quelle stesse situazioni, ma guardandole da una finestra. Leggere “Ritorno” è stato per me un happening importante, un’esperienza indimenticabile. Credo comunque che la lettura di questo libro possa far rivivere le medesime immagini anche negli altri lettori grazie alla freschezza delle descrizioni.
E può costituire un piacevole diversivo, perché no?, anche per chi decidesse di leggerlo sotto l’ombrellone in una spiaggia della Sardegna”.

NNI
Nuova Narrativa Italiana (NNI) è una casa editrice indipendente, con sede a Milano, che pubblica romanzi e racconti di qualità di autori italiani.

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