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Richiesta chiarimenti

Buongiorno, ho letto i requisiti richiesti per i manoscritti proposti, tra i quali vi è la necessità che i personaggi subiscano un’evoluzione nel corso della storia. Considerato che scrivo polizieschi, fermo restando che l’evoluzione del “cattivo” è finire in galera (posto che sia identificato e catturato) come intendete applicare il principio dell’evoluzione al “buono”? Mi spiego meglio: nel racconto il poliziotto fa il suo lavoro, indagando per scoprire il colpevole del delitto ma come si può pensare che “evolva” facendo il quotidiano? Fa il suo lavoro giorno dopo giorno, è colpito o forse no da ciò che deve affrontare (ma non molto: sarebbe un pessimo poliziotto – o un poliziotto da fiction della tv – se venisse travolto dal suo lavoro quotidiano) ma prosegue la sua vita, come ovvio. Sarebbe come dire che se un chirurgo vede morire un suo paziente si ritira sui monti cibandosi di bacche e radici. Oppure richiedete romanzi con tematiche così grandi, profonde da sconvolgere e far mutare un uomo nel suo lavoro?

  1. Mauro Anelli
    Mauro Anelli

    Maurizio, ben trovato, e grazie per la tua domanda.

    Quando si scrive un romanzo o un racconto con l’intento di pubblicarlo, bisogna essere interessanti e credibili agli occhi dei lettori. Il fatto che il protagonista “evolva” nel corso della narrazione è una diretta conseguenza di questi due presupposti.

    Se una storia non è interessante, non è in grado di emozionare o altrimenti coinvolgere chi legge, allora è meglio non scriverla e non pubblicarla. Ma se lo è, allora è del tutto naturale che il protagonista evolva con la storia, cioè cresca in pensieri, azioni e sentimenti coerentemente con la storia. Diversamente non risulterebbe credibile ai lettori, al punto da minare l’intera credibilità della storia.

    E per evolvere ed essere credibili non è necessario stracciarsi le vesti: basta che il protagonista mostri quel tanto di sensibilità ed empatia, quella considerazione dell’esperienza che la storia richiede, e che è propria di ogni essere umano quando viene investito da fatti importanti.

    Quanto poi al tipo di storie che predilige Nuova Narrativa Italiana, ti suggeriamo di leggere la pagina “Chi siamo” del nostro sito. Certamente le storie minime e banali, di poca ambizione e corto respiro, non ci interessano.

    Un abbraccio e un saluto!
    Mauro Anelli

  2. mauriziomos

    Grazie per la pronta risposta. Quindi se ho ben capito non si parla di “evoluzione” del personaggio ma di fornirgli una certa dose di sensibilità per gli avvenimenti che lo circondano, almeno nei limiti del credibile per il ruolo attribuitogli nella storia, magari senza arrivare alle ansimanti problematiche tanto care alle attuali fiction. Tuttavia… tutavia molto non dipende dal personaggio? Restando nel campo dei “gialli” vi sono figure che per la loro natura sono insensibili agli avvenimenti estreni se non li toccano (rappresentano un pericolo) per loro. Mi viene in mente Praker di Stark/Westlake che certo conoscete: insensibile a ciò che lo circonda non cambia nemmeno quando, dopo una dozzina di libri (una dozzina d’anni nel ritmo dei racconti) assapora la gioia e la calma di un rapporto d’affetto che non lo muta nei rapporti con gli altri

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