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Il manoscritto è ritenuto pubblicabile dall’editore. L’autrice riceverà da NNI una proposta di pubblicazione.

PARAMETRO DI VALUTAZIONE
VALORE
1
BIOGRAFIA, FOLIAZIONE, SINOSSI, GENERE E PRIME 30 PAGINE
9
2
TEMPO NARRATIVO, PUNTO DI VISTA E STILE
9
3
VEROSIMIGLIANZA E ACCURATEZZA
9
4
DIALOGHI
9
5
PROTAGONISTI
9
6
STORIA, TRAMA, SOTTOTRAME E TEMI
9
7
PATHOS E CLIMAX
9
COERENZA NARRATIVA
9
9
ADERENZA ALLA LINEA EDITORIALE DI NNI
8
10
PUBBLICABILITA’
8
 
VALUTAZIONE COMPLESSIVA FINALE
88 su 100

Motivazione

Stavamo per cestinare questo manoscritto ancor prima di leggerlo, perché fin dalla prima pagina accenna all’artificio letterario del diario, che noi di NNI in tutta franchezza mal sopportiamo per quanto è ormai logoro e quasi sempre stucchevole e autoreferenziale. Ma per fortuna non lo abbiamo fatto.

Perché il diario, in questo romanzo, è davvero funzionale e accessorio alla storia, consente all’autrice di narrarla al meglio, e di caricarla di un supplemento di disincanto e di ironia, in alternanza alla voce narrante. E perché l’autrice, dopo due precedenti rifiuti da parte nostra (schede di valutazione nr. 73 e 74), in questa nuova opera sembra aver finalmente recepito molti dei nostri suggerimenti.

Il contesto è quello di una Sicilia contadina, corale e di paese, dove la gente mormora, tutti si conoscono, e due giovani spiantati, che pudicamente si piacciono, si arrabattano in ogni modo nella difficile arte della sopravvivenza.

Lui è un sempliciotto dal gran cuore, con un talento sgrammaticato per la scrittura, che ricorda vagamente, anche per alcuni aspetti della storia, Il postino di Neruda, nella trasposizione cinematografica siciliana con l’indimenticabile Massimo Troisi. Lei è una giovane minuta ma tosta, suo malgrado a servizio dagli zii. Su di loro veglia come una chioccia l’ex maestra del paese, mentore degli umili, zitella ma con una schiera di affezionati ex alunni che ancora la ricordano come figli.

Che poi la storia, strada facendo, si tinga di giallo, è tutto sommato una nota secondaria, un pretesto dell’autrice per raccontare ciò che davvero le sta a cuore: le mille e più sfaccettature dell’animo umano, tra sogni, illusioni, delusioni e deliri, nella continua ricerca della felicità che tutti ci accomuna, comunque si declini: nell’amore tra due giovani; nella sicurezza economica; nella dedizione al lavoro; nell’orgoglio per un figlio di successo; nella soddisfazione di cavare il meglio dai propri alunni. Cose che l’autrice racconta con garbo, sensibilità e originalità.

Ciò detto, anche il meglio è sempre perfettibile, e in questo caso sarà soprattutto sul diario del giovane che in caso di pubblicazione noi di NNI dovremo lavorare in editing di concerto con l’autrice.

Perché il sempliciotto di paese del romanzo tanto sempliciotto non è (“si era pure preso il diploma all’istituto agrario”), ma a tratti è troppo carico nelle sgrammaticature e poco credibile. Specie sul finale (pagg. 130-132), dove il personaggio, raggiunta la sicurezza economica e la felicità affettiva, DEVE evolvere in meglio anche nella capacità di esprimersi, per la soddisfazione del lettore e della sua stessa insegnante.

Un ulteriore sforzo di editing andrà fatto per una migliore definizione ambientale e soprattutto temporale della storia, che nel romanzo è solo accennata.

Ma si tratta di peccati veniali, per un’opera di per sé già valida.

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